venerdì 13 gennaio 2012

Kulturame Classici: La Posta di Kulturame #2

Grazioso Kulturame.


Scrivo col cuore colmo di sarcasmo per segnalarti che un elicottero delle forze armate della Kulturamia ha aperto il fuoco su dei boat people pacifisti uccidendone diciannove, al che coloro hanno dovuto reagire tirandogli delle bottiglie molotov che casualmente qualcuno aveva lasciato lì in pacifiboat.


Tipo





Risponde Kulturame.

Non ne sapevo niente, ma è vero?




Certo che è vero, l'hanno scritto tutti i giornali di oggi, e poi c'è il video,guarda.

Tipo
 


Risponde ancora Kulturame.

Veramente in quel video elicotteri che sparano io non ne vedo.




Ma certo! Siccome gli elicotteri che dicevo io che fanno quello che dico io (e tutti gli altri) non si vedono nel video che io ho postato per dimostrare che è successo, allora non è successo! Bravo! Sempre doppi standard.

Tipo




Tratto da una storia vera.

Kulturame Classici: Il Kulturame in Emergenza



Proclama del Kulturame (in quindici punti):

1) Chiunque creda al mito delle ONG "neutrali", "imparziali" e "apolitiche" farebbe bene a tirare la testa fuori dal culo tanto per cominciare e magari a leggersi, tanto per esempio, il libro "L'industria della solidarietà" di Linda Polman.

Detto questo, nessuno nega che le ONG umanitarie nel corso degli anni abbiano aiutato un sacco di gente e che tra gli operatori umanitari ci sia gente davvero in gamba.

2) In quanto a ONG ideologicizzate, Emergency è un esempio fin troppo da manuale.

Credo che la posizione ideologica di Gino Strada sia troppo nota per necessitare di essere spiegata, così come pure le sue posizioni politiche riguardo la guerra al terrorismo. Qui stiamo parlando dell'uomo che, a parte il suo passato katanghese, negli anni ha dichiarato cose come "Il Burka? Meglio delle ragazze scosciate in televisione.", "I massacri in Sudan? Tutte sciocchezze.", "In Afghanistan si stava meglio quando c'erano i Talebani.", e altre perle.

Sicuramente questo non vale per tutti quelli che lavorano per Emergency, collaborano con essa o la finanziano, ma in generale si resta sul sicuro senza timore di esagerare affermando che Gino Strada trova sempre da ridire sulle guerre degli Americani e degli occidentali in generale mentre non ha grosse difficoltà a lavorare con regimi come quello talebano oppure quello sudanese.

3) Chiunque creda che un'organizzazione come Emergency possa sopravvivere per una quindicina di anni in un posto come l'Afghanistan soltanto grazie alla sua rigida posizione di neutralità o è irrimediabilemte ingenuo oppure ci fa.

Detto in termini semplici: le ONG fanno politica sui territori in cui operano esattamente come tutti gli altri. Nel caso particolare di Emergency, è perfettamente chiaro che ha una storia pregressa di contatti con i Talebani.

Basti pensare al suo ruolo nel sequestro Mastrogiacomo e agli anni che ha operato indisturbata in Afghanistan prima dell'arrivo degli Americani (al quale si è opposta fermamente). Così come è perfettamente visibile come i rapporti di Emergency con il governo Karzai e con i suoi alleati stranieri siano molto meno amichevoli di quanto erano con i loro predecessori Talebani.

4) Detto questo, i suoi contatti con l'universo talebano e la sua ideologicizzazione dimostrano che Emergency è una specie di Al Quaida sotto mentite spoglie? Per niente. E' un'organizzazione umanitaria nient'affatto "neutrale", almeno ideologicamente, come sostiene di essere, ma da qui ad essere una confraternita di bombaroli ce ne corre.

5) Rimane il fatto che le armi nell'ospedale di Emergency sono state rinvenute. Questo prova il coinvolgimento degli Italiani arrestati in un'attentato terroristico? Nemmeno per idea. Presunzione di innocenza. O no?

6) Allora invece prova che è un complotto del governo afghano contro Emergency? Applicando gli stessi criteri no.

E anche se lo fosse, chi ci dice che il governo afghano non abbia i suoi buoni motivi per volersi sbarazzare di Emergency? Forse gli Afghani sanno qualcosa su Emergency che noi non sappiamo? Cosa ne sappiamo in fondo di cosa succede in Afghanistan? D'accordo che lo speculare di comodo è il passatempo preferito dell'Homo Politicus, ma mi pare un po' prematuro mettersi ad assegnare i ruoli di buoni e cattivi.

7) Si può aggiungere che Emergency è una ONG piuttosto grande con molti impiegati, e in nessuna organizzazione umana tutti quanti sono onesti, perciò anche provata la colpevolezza di alcuni suoi membri, non è affatto detto che ciò significhi per esteso un coinvolgimento della ONG in toto.

8) Delle reazioni politiche alla vicenda non parlo nemmeno, perché tanto che cos'è la politica credo che lo sappiamo tutti.



9) La vera questione rimane, su Emergency e i Talebani, che anche senza organizzare attentati esistono vari livelli di coinvolgimento, e forse bisognerebbe incominciare a farsi qualche domanda su come funzionino davvero le cose nelle zone di guerra in cui operano queste ONG invece di inseguire la visione bambinesca degli "angeli della solidarietà" che camminano tra le macerie forti della loro superiorità morale, nonché del vero ruolo che le ONG hanno nelle odierne aree di guerra e della maniera in cui operano. Una visione un tantino più complessa di "loro sono i savi in un mondo di folli e gli onesti in un mondo di iniqui" sarebbe opportuna. 


Questo episodio dovrebbe essere una sveglia e spingerci a fare domande. Idealmente, in una democrazia, la teoria sarebbe che il "quarto potere" si senta in dovere di approfondire la questione in nome dell'opinione pubblica che vuole essere bene informata. Fin qui la teoria, nella realtà l'opinione pubblica vuole sentirsi dire solo quello che gli piace e questo il "quarto potere" lo sa benissimo.

10) Naturalmente l'immagine degli "angeli umanitari" è invece proprio quella che l'opinione pubblica italiana (con l'eccezione degli avversari politici ed ideologici di Gino Strada) abbraccia.

Questo perché collima con la sua visione di come il mondo dovrebbe essere fino a convincerla che effettivamente lo è: la guerra, oltre ad essere terribile, è sempre una cosa inutile, i militari sono o crudeli massacratori oppure povere vittime ignare, i politici sono malvagi, stupidi e fanatici, e comunque dietro a tutto ci sono loschi interessi economici e cabale segrete. Ma i veri eroi della situazione sono i giornalisti, che "raccontano la verità" risvegliando le coscienze assopite di chi non è altrettanto illuminato di me, e gli operatori umanitari che allievano le sofferenze del "popolo" che è del tutto estraneo ai fatti (qualche volta in tale visione a giornalisti e operatori umanitari si aggiungono anche i diplomatici). Loro non hanno interessi propri o ideologie fourvianti, sono al di sopra della meschineria e delle piccolezze dei "signori della guerra", e mai e poi mai vengono meno al loro ruolo.

Quando poi, come nel caso di Emergency queste due figure si uniscono in una, è l'estasi. Nessuno vuole essere risvegliato da una esperienza estatica.

11) Senza contare che questa versione degli eventi ci pone comodamente al di sopra, come nazione e popolo, di quei pasticcioni guerrafondai degli Amerikani (pre-Obama), dimostrando che dovrebbero limitarsi a pagare per la nostra difesa e a fare quello che gli diciamo, perché noi siamo più saggi e come civiltà siamo più "avanti", e perciò siamo il futuro.

12) Non a caso questa è la posizione che Gino Strada ed Emergency hanno preso sulla vicenda: le' tutto un complotto contro di noi perché "siamo scomodi" (in quanto sinceri e imparziali), ma se non ci lasciano in pace trascineremo l'opinione pubblica in pubblica piazza. Se il plebiscito pensa che siamo buoni è impossibile che siamo cattivi no? A che servono le inchieste giudiziarie (o giornalistiche che tanto comunque nessuno fa)?

13) In Emergency (e in altri) questo atteggiamento spesso sembra sconfinare in una visione di se stessi che gli anglosassoni definirebbero "holier-than-thou": noi siamo i veri eroi, stiamo una spanna al di sopra delle meschinità terrene, ergo per noi non valgono le stesse regole, e chi osa anche solo suggerire che siamo come tutti gli altri e come tutti gli altri abbiamo le nostre simpatie, alleanze e interessi si macchia di blasfemia. Sicuramente dietro di lui ci sono sordidi interessi particolari.

Lo definirei un classico esempio storico di "might-through-alleged-moral-high-ground-makes-right".

14) Notare inoltre come la visione della guerra moderna "Europa metrosexual" di cui sopra altro non sia che un rovesciamento del tanto sbandierato militarismo in cui lo Stato e le forze armate lottano per creare un futuro migliore e contestarli, o anche solo vedere le cose in maniera più complessa da "Right or wrong, my country", è incivile. Soltanto i ruoli (buoni/cattivi) vengono assegnati a nuovi protagonisti.

15) E a questo proposito coloro che si preoccupano per "l'immagine dell'Italia" e altre amenità farebbero forse bene a preoccuparsi invece della visione angelicale che gli Italiani hanno delle ONG e della loro inesauribile capacità di adattare gli eventi al proprio coma onirico.

Un branco di beoti che si inventa un mondo che non esiste e lo difende ciecamente in piazza "senza se e senza ma", e senza nemmeno una concessione a una visione un tantino più complessa degli eventi a me personalmente da' un'immagine molto peggiore di una ONG corrotta.

Ma certo, io sono Il Kulturame.

E capisco anche che in fondo i beoti possano sempre tornare utili se si riesce a riutilizzare la loro visione a nostro vantaggio politico e che perciò la tentazione ad essere tolleranti con loro è molto forte.

Augh. Il Kulturame ha parlato.
PS: Non mi è ancora riuscito di cancellare un singolo commento su questo blog, anche questa volta mi deluderete?

Kulturame Classici: I Fatti Sono Testardi.


Da un articolo del Jerusalem Post.

Firebombing Jewish-owned vehicles is small potatoes in comparison to developments at the center of mass of the Israeli Arab onslaught: state land. Over the past decade, Israeli Arabs have seized millions of dunams of state land.[...] Most of the open land in Israel is owned by the state and administered by farmers, ranchers and the IDF.

Certo che viene proprio da tifare per questi eroici Beduini che si ribellano allo Stato rivendicando il principio di homesteading contro il perfido demanio sionista. Sicuramente la loro intenzione è di creare una società libera dal controllo statale e tra di loro si comportano da perfetti amanti della libertà rispettando la vita, la libertà e la proprietà di ciascun altro. Ma, una volta liberati dal giogo statalista del sionismo, riusciranno a generare anche solo una società democratica, se non propio libera?

Farmers and ranchers – particularly in the North and the South, but in areas around Jerusalem as well – are daily terrorized by neighboring Arab thieves. The thieves destroy their fences, steal and slaughter their livestock and threaten to murder them if they raise any objections, mend their fences or install surveillance cameras. Many farmers and ranchers – like most business owners around Beersheba and Upper Nazareth – are coerced into paying protection money to the same Arab gangs who target their fields.

Uhmmm, se sono gente che ha intenzione di creare una società libera sti' Beduini cominciano male. Rubare e taglieggiare gli altri non è molto liberale. Che senso ha liberarsi dello Stato per poi dover ubbidire alla mafia?

Con queste prospettive sfido poi che la gente, come questi allevatori ed agricoltori, si affida allo Stato. Evviva lo Stato che ci difende dai gangster! Ho cambiato idea, voglio diventa' statalista! Anzi statolatra! Almeno lo Stato mi difende dai Beduini libertari mafiosi.

As the Comptroller’s Report makes clear, the threatened and abused farmers have no official body to turn to for help. While incidence of land theft has increased more than 50 percent in recent years, enforcement measures at all levels have decreased by 81%. In 2007, courts issued just 5,400 judgments on illegal construction. Of these, only 193 led to demolition orders. And just a handful of those orders were carried out. Israel has no official policy for contending with the problem. A police unit formed specifically to enforce land laws has only recruited 55% of its allotted personnel and most of those 64 policemen devote their energies to routine policing duties.The absence of state protection has led farmers and ranchers to abandon their lands.

Aspetta un momento! E' a questo che serve lo Stato? E' per questo che questi cittadini pagano le tasse? Per poi essere derubati delle loro proprietà e taglieggiati dai gangster locali senza che nessuno muova un dito?

Be', fessi loro, così imparano ad essere sionisti in primo luogo e a fidarsi dello Stato in generale. E così torniamo a bomba: viva i Beduini indipendenti dallo Stato! (anche se un po' mafiosi). Come ai bei vecchi tempi della guerra in Libano del 2006, quando si faceva il tifo per Hezbollah, mica perché ce l'abbiamo con Israele in particolare, no, no, ma perché Hezbollah non è uno stato e Israele si, e noi siamo kontro lo Stato in generale.

Just as its grantees played a lead role in the formation of the UN’s Goldstone Commission and the drafting of its defamatory accusations against Israel, organizations supported by the New Israel Fund have played a large role in abetting the Israeli Arab theft of state lands. NIF-and EU-supported groups like Adallah, the Regional Council of Unrecognized Arab Villages, Um Batin and The Steering Committee for Planning and Protection of Arab Rights in the Negev have waged a political and legal assault on Israel to prevent the state from protecting itself and its citizens from Beduin and Arab land crimes.

Un momento. Ma come? I Beduini liberi e antistatalisti sono supportati politicamente e finanziati da organizzazioni "non governative" chericevono fondi dai governi, dalla EU e paesi musulmani assortiti (chissà poi perché questi governi appoggiano il libertarismo beduino, sarà per principio?), oppure da gente come George Soros che, sarà pure un privato, ma è anche la persona più statalista sulla faccia della terra. Che poi, a pensarci bene, anche Hezbollah, quello della grande guerra anti-stata-sionista del 2006 in realtà è finanziato dall'Iran, e sul suo territorio si comporta esattamente come uno Stato, con le sue tasse, la sua coscrizione obbligatoria, il suo welfare...

Cowed by the twin forces of the Red-Green alliance, successive governments have tried to solve the problem by buying off the Arabs. The Olmert government built a village for the Taarbiya Beduin outside of Omer and gave each family NIS 180,000 to leave the illegal structures they had built on state land and accept free houses.

Ma che delusione! Sti' Beduini oltre ad essere un tantino ladri e mafiosi sono pure riconducibili in seno alla società statalista previo versamento di pochi spiccioli.

Most agreed to relocate, but the 50 families who remained in place stepped up their assaults on Omer while demanding to receive ownership rights for the land they stole.

Perciò coloro che non sono acquistabili sono proprio mafiosi marci: se non ci date i diritti di proprietà spacchiamo il culo ai nostri vicini che non c'entrano un cazzo finché non ci accontentate. Con privati come questi chi ha bisogno dello Stato?

Just this past Sunday the cabinet unanimously approved a multi-year program to transfer NIS 800 million to 12 Beduin and Arab communities. The government touted the move as a “stimulus plan.”

Sarà mai che questa era tutta una manovra per spillare soldi al governo? E nel frattempo a Topolinia i contadini sionisti guardiani del perverso demanio statale invece che fanno?

LUCKILY FOR Israel, the leadership vacuum created by successive governments is beginning to be filled today by a group of law abiding, idealistic young Israelis. The New Israeli Guardsman is a voluntary organization formed two years ago by the sons and daughters of distressed farmers and ranchers. [...] The Guardsmen operate on a shoestring budget scraped together from private donors. Contingent on raising the necessary funds, the group intends to increase its corps of volunteers tenfold by 2013.

Ma come? I perfidi statalisti dello Stato sovrano di aparthaid si comportano come pionieri libertari organizzandosi in milizie locali finanziate privatamente?

Zilberman believes that the success of the Guardsmen will empower the state to take the necessary action to enforce Israel’s laws and so defeat the strategic threat posed by the radicalization of the Israeli Arab sector. And he is probably right. At any rate, it is all but certain that the government could take no action without the Guardsmen.

Quindi qui abbiamo dei cittadini che non hanno bisogno dello Stato ma continuano a sperare che venga a controllare le loro vite e al tempo stesso uno Stato che teoricamente è sovrano e indispensabile, ma che in pratica non muove muscolo se i cittadini prima non risolvono il problema al posto suo. Ma Hobbes che fa? Sta a guardare?

E' bello avere ideologie e teorie politiche di riferimento, peccato solo che i fatti siano così testardi.

Kulturame Classici: Le parole che non ti ho detto #1


Le parole che non ti ho detto.





Puntata N°1: Tony Blair.

"Oh, scusi tanto, non avevo capito che questa invece di una commissione sull'operato del governo fosse un workshop newage sulla morale cosmica o il nuovo processo di Norimberga, altrimenti sarei venuto con il mio sciamano personale e un traduttore simultaneo in tedesco."


Al membro della Chilcott Inquiry on Iraq che gli chiedeva se provasse un qualche rimorso per la decisione di fare la guerra all'Iraq.

Kulturame Classici: Balla Anche Tu con i Puffi della Kulturamia.

Ho avuto una splendida idea per la sceneggiatura di un film di propaganda che possa spandere il Verbo kulturale e al tempo stesso fare un mucchio di soldi presso un'audience sempre meno interessata alla storia e sempre più a effetti speciali mozzafiato.

Ecco la trama: un giovane idealista viene inviato in missione sul pianeta Kulturamia dove la malvagia civiltà Occidentale moderna sta perseguendo i propri porci interessi economici a spese dei nobili abitanti indigeni protettori dell'ambiente che vivono in una armoniosa società le cui ingiustizie, conflitti e prevaricazioni interne faremo ben attenzione ad omettere.

Gli Occidentali sono guidati da Ronald R. Rumsfeld detto "Lo Sfregiato", un cattivissimo neocon. Per assicurarci che il film riscuota ancora maggior simpatia tra le masse illuminate ci assicureremo di includere espressioni come "shock and awe" e "risponderemo al terrore col terrore" che nel contesto non c'entrano un cazzo ma che quando lo spettatore illuminato le sente da' di gomito al suo amico seduto affianco con aria complice come per dirgli: "hai capito di chi parla", dimostrando in tal modo la sua sagacia e profonda comprensione degli avvenimenti recenti as opposed alle masse non lavate che insistono a parlare di grattacieli crollati e attacchi non provocati.

Il compito del giovane idealista è sterminare i Kulturamiani, ma non perché è cattivo di suo, è solo che è stato ingannato tutta la vita ed è convinto di essere dalla parte dei buoni. Ma il nostro giovane idealista è sveglio e nobile, di fatto, tanto perché questo non è un racconto razzista, molto più sveglio e nobile degli stessi indigeni della Kulturamia, le cui usanze e abilità, che loro ci hanno messo una vita ad imparare, acquisisce in pochi mesi e molto meglio degli stessi indigeni, tanto che lo eleggono capo. Tanto più che, essendo stato salvato nella foresta da una femmina di irachenoindigeno il nostro se ne innamora e vaffanculo a tutto il resto, perché come faceva notare Aristotele ne la Poetica, "tira più un pelo di figa che un carro di buoi".

Sulla strada della redenzione il nostro giovane eroe è guidato ed assistito dagli Occidentali meno Occidentali tra gli Occidentali. Coloro che sanno bene, avendo un quoziente intellettivo superiore al resto dei loro rozzi compatrioti, che la colpa di quello che succede nell'universo è sempre della propria civiltà e che "selvaggio è bello, selvaggio è nobile, viva Rousseau, noi guardiamo al futuro, moveon, hopenchange".

Per completare l'opera e fare appello ad un certo segmento dell'audience aggiungerei anche un po' di spiritualità. Ma dato che credere in un'entità superiore maschile che guida le nostre vite e detta le regole nell'universo con la quale cercare la comunione e della quale scoprire i voleri tramite sacerdoti interpreti del libro sacro è roba da Occidentali, ci includerò un'entità superiore femminile che guida le nostre vite e detta le regole nell'universo con la quale cercare la comunione e della quale scoprire i voleri tramite sacerdotesse interpreti dei fenomeni naturali. Altro che quelle merdose superstizioni da bible thumping rednecks!

Nel gran finale gli oppressi della Kulturamia, guidati dal gran capo Occidentale risvegliatosi dal coma del materialismo consumista, combattono una grande guerra di liberazione (che però dato che deve suonare bene chiameremo "rivoluzione", "pacifismo" o qualcosa del genere) contro Lo Sfregiato e i suoi neocon, e li massacrano (e ben gli sta, è tutta colpa loro, se non fossero quello che sono noi Kulturamiani non verremmo spinti alla disperazione al punto di massacrare la gente a casaccio). I pochi superstiti vengono rimandati al paese loro dove si pentono delle proprie azioni ed eleggono un presidente nero, e il pubblico lascia la sala fiero di appartenere al gran popolo degli oppressi che alla fine ha vinto e non ai perfidi sfruttatori Occidentali blasfemi che perdono.





Il protagonista del proposto ma mai realizzato "Balla con i Kulturami"



Ero molto fiero della mia idea per il mio magnum opus quando il minikulpopkul, il ministero della cultura propagandistica della Kulturamia, è intervenuto facendomi notare che la trama è semplicemente Balla con i Lupi, Pocahontas, L'Ultimo Samurai e probabilmente un decimigliaio di altre storie sotto mentite spoglie e che comunque la storia e i personaggi mancano di profondità tanto da trasformare tutta la sceneggiatura in un appiccicoso melodramma che nemmeno il Pedro Camacho di "La zia Julia e lo scribacchino" avrebbe potuto inventarsi. E poi mi ha chiesto in maniera sibillina secondo me cosa ne sarebbe ormai rimasto di Hollywood se non avessero inventato la computer grafica con la quale riciclare melodrammoni triti e ritriti.

Depresso dal rifiuto della mia stessa gente ho cercato conforto nel profeta Wellington e nel libro terzo delle e-mail dell'Antieroe ho rinvenuto coteste parole:

"Karo Kulturame, tu mi chiedi qual'è stato secondo me il film migliore del 2009, o almeno quello che ho visto nel 2009 che è piaciuto di più a me. Io te ne do' addirittura due:
The Art of the Tactical Carbine Volume I & II. Produttore Magpul Dynamics, starring i miei due attori preferiti: Chris Costa e Travis Haley.
Scoprire che a Febbraio 2010 verranno rilasciati ben due sequels mi ha commosso fino alle lacrime.
Ti invio i trailers. Ti raccomando di non perderli tutti e quattro!

PS: (notato le nuove basette lunghe di Travis? Awesome!)
 "












Kulturame Classici: La Fogna ONU.

Une recensione di Wellington.




The UN Gang di Pedro A. Sanjuan.
Sono così contento di aver letto questo libro, e altrettanto contento di recensirlo. E' la prima volta, forse da quando ho recensito The True Believer di Hoffer, che mi devo contenere nello scrivere una recensione per evitare che venga fuori lunga quanto il libro stesso. Ma queste duecento pagine di gloria contengono tanti di quei fatti interessanti che non si sa davvero da cosa cominciare ne' dove finire.
Il libro racconta l'interno della Organizzazione delle Nazioni Unite con particolare enfasi su due temi principali: lo spionaggio e l'antisemitismo.
L'autore, Pedro Sanjuan, ha lavorato per dieci anni al segretariato delle Nazioni Unite come Direttore degli Affari Politici. Il suo era un appointment politico voluto dall'allora VicePresidente George Bush per cercare di capire cosa stesse accadendo nel Palazzo di Vetro. In altre parole, Sanjuan era una spia. 
Ma non pensate che fosse il solo: solo a New York i Sovietici avevano non meno di 274 agenti del KGB e del GRU tra i segretari, sottosegretari e funzionari ONU, senza contare i piccoli funzionari e il personale impiegatizio. I Sovietici avevano iniziato a colonizzare le NU fin dall'inizio e per gli anni '80 avevano una posizione inattaccabile al loro interno. I funzionari URSS e del patto di varsavia erano la maggioranza all'interno del Palazzo di Vetro ed erano nella posizione di tenere fuori gli Americani. Ogni Americano che presentava domanda di impiego alle Nazioni Unite veniva investigato fino alla nausea, dando vita a dossier personali alti anche sei pollici, allo scopo preciso di trovare un buon pretesto per non assumerli. I Sovietici e i loro clienti venivano assunti praticamente sulla fiducia. In questa maniera i pochi Americani che circolavano alle Nazioni Unite erano il risultato di imposizioni politiche, come lo stesso Sanjuan.
Ma qual'era lo scopo dei Sovietici nel riempire le NU di spie? Beh, molti, ma principalmente due: la propaganda e lo spionaggio. Per quanto riguarda la prima, i Sovietici avevano trasformato le agenzie di informazioni e pubbliche relazioni delle Nazioni unite in succursali della Pravda, talvolta subaffittate ai loro clienti come ad esempio l'OLP il quale per decenni ha diffuso, tramite una agenzia di informazione delle Nazioni Unite, tra l'altro al modico costo per il contribuente mondiale di $750 a pagina, comunicati il cui contenuto pur ufficialmente proveniente dalle Nazioni Unite sembravano presi dai sogni bagnati di Arafat.
Per quanto riguarda lo spionaggio, vale senz'altro la pena di menzionare la Biblioteca del Palazzo di vetro, interamente egemonizzata dai Sovietici, il cui unico scopo ufficiosamente dichiarato era raccogliere OPINT per conto del KGB. Ed era in una eccellente posizione per farlo. La biblioteca delle NU poteva richiedere qualsiasi libro, rivista o giornale pubblicato in USA e, cosa più importante, aveva la clearence necessaria per richiedere documenti governativi e paragovernativi riservati, come ad esempio rapporti e studi di contractors del Dipartimento della Difesa come la Rand Corporation, schemi tecnici da fabbriche che costruivano materiali per la difesa, papers scientifici dai centri di ricerca delle maggiori università.
Tutto ciò era in aperta violazione dello statuto delle Nazioni Unite che prescrive l'assoluta neutralità. Ma gli USA non sapevano chiederete voi? Sapevano benissimo, ma cosa avrebbero potuto fare? Le NU godono di extraterritorialità, immunità diplomatica e di tutti gli altri accorgimenti che garantiscono il regolare funzionamento della diplomazia. L'unico che avrebbero potuto fare qualcosa era il patrizio Dipartimento di Stato, per il quale però la forma diplomatica è troppo sacra per essere compromessa a beneficio di cosette come il controspionaggio. Pedro Sanjuan durante i suoi dieci anni alle NU collaborò con l'FBI documentando una quantitàfuori misura di attività irregolari, ma più che documentare non si poteva fare.
La subordinazione degli Americani ai Sovietici alle NU, lungi dal figurare, come forse si illudeva il trasognante Dipartimento di Stato, come una caratteristica di superiore civiltà diplomatica era un'autentica barzelletta per tutti coloro che vi lavoravano (tranne gli Americani) ed era portata ad esempio dai razzisti antiamericani di tutto il mondo rappresentati al Palazzo di Vetro come prova della solita decadenza della civiltà occidentale e della, altrettanto classica, mitologica semplicità mentale degli Americani. 
Effettivamente c'é da chiedersi come abbia fatto un Occidente talmente privo di fegato a vincere la Guerra Fredda e anche da chiedersi se gli riuscirebbe una seconda volta.
Ma se non le nazioni membro, chi vigila sulle NU? La risposta è nessuno. Vigilano su stesse in aperta violazione di ogni norma di buonsenso. Qualunque investigazione è interna e coperta da segreto, poco sorprendente quindi che si risolva puntualmente in un insabbiamento.

Il secondo tema principale del libro è il diffuso antisemitismo presente alle Nazioni Unite che genera un'atmosfera che, nelle descrizioni di Sanjuan, fa apparire il Palazzo di Vetro più come un Gentlemen's Club ai tempi della Grande Depressione più che la sede di una grande organizzazione internazionale di fine Ventesimo Secolo.

Si, si, lo so che questo non lo volete sentire. Lo so che preferite pensare che si tenda ad esagerare, che non si tratta di vero antisemitismo, ma di una, comprensibile seppur sopra le righe, reazione alle malefatte dello "Stato Sionista". Lo so che volete pensare che la gente, specialmente a questi altissimi livelli di governo, non è spinta da pregiudizi bensì dalla fredda logica. Ma sfortunatamente per voi questo non è il vostro libro, è quello di Pedro Sanjuan. E con e per le NU lui, e non voi, ci ha lavorato per oltre un ventennio. E lui dice: 'Non era soltanto un'attitudine politica riguardo Israele. L'antisemitismo era una forma mentis culturale [...] che definiva la "cultura" delle NU'.
Le Nazioni Unite sembrano essere un ricettacolo di tutte le diverse forme di antisemitismo del mondo, il che a pensarci, data la diffusione dell'antisemitismo su scala mondiale era abbastanza prevedibile e dovrebbe portare a riflettere le anime belle che sembrano dare per scontato che se qualcosa è "internazionale" non può essere sbagliata.


Incominciamo con l'antisemitismo veteronazista del Segretario Generale di origine austriaca Kurt Waldheim, ex ufficiale nazista responsabile dell'uccisione di prigionieri di guerra e di altre nefandezze, che fece rimuovere dalla hall del Palazzo di Vetro un dipinto perché l'autore era ebreo. 
Cosa? Non sapevate che un nazista è stato per anni Segretario Generale delle Nazioni Unite? Strano. Eppure è il tipo di informazione che i media ci tengono particolarmente a dare, mica perdono tempo con i pretzels di Bush o le mosche di Obama quelli. 'Ma forse non lo sapevano!', direte voi. Nemmeno per sogno. Il Rapporto Waldheim, precedente alla sua nomina a Segretario Generale e che documentava nei dettagli il suo passato, fu rilasciato dalle Nazioni Unite, dove era stato precedentemente classificato come segreto, durante la Segreteria del suo successore su richiesta degli USA e interessamento diretto proprio di Pedro Sanjuan.
E proseguiamo con l'antisemitismo finto-aristocratico, come d'altra parte il suo cognome, del successore di Waldheim, il Peruviano Perez de Cuellar, il quale si rifiutava anche solo di incontrare membri del Senato USA di origine ebrea, o che lo erano nella sua opinione.
Secondo il resoconto di Sanjuan, gli ebrei vengono attentamente tenuti lontani da tutte le organizzazioni dell'ONU, e questo non vale solo per gli impiegati, che sono praticamente inesistenti, ma anche per i diplomatici. Lo stato membro di Israele per esempio è praticamente un pariah alle Nazioni unite. La sua Missione è relegata al quindicesimo piano di un edificio minore al di fuori del Palazzo di vetro. In paragone, l'OLP, che beneficia solo del ruolo di osservatore, controlla mezze Nazioni Unite.
Lo stesso Sanjuan, sin dal suo primo giorno al Palazzo di Vetro si è sentito chiedere senza mezzi termini, da niente di meno che il Segretario Generale (tra gli altri), se era un ebreo. La sua risposta negativa ha convinto i suoi colleghi fino ad un certo punto, e il sospetto lo ha accompagnato per tutta la sua ultradecennale carriera.
L'antisemitismo delle Nazioni Unite non si ferma alla discriminazione nei confronti dei singoli ebrei, ma si estende alla più classica delle fantasie cospiratorie antisemite: quella secondo la quale gli USA sono segretamente controllati da ebrei. 

Javier Perez De Cuellar

Durante il segretariato Perez De Cuellar c'era un po' di maretta tra le Nazioni Unite e il Senato USA, che era stanco degli sprechi e delle inefficienze che caratterizzano il budget dell'organizzazione internazionale. Gli USA pagano il 25% del budget delle NU, e il Senato vuole comprensibilmente sapere dove vanno a finire questi soldi. 
Uno dei membri del Senato più attivo nel chiedere la fine degli sprechi minacciando tagli era in quegli anni la Senatrice Nancy Kassebaum. L'argomento "sprechi del governo" faceva presa sul suo elettorato, gli hillbillies del grande Stato del Kansas, tradizionalmente reticente a pagare alte tasse e sospettoso verso il governo centralizzato, figurarsi verso uno sovranazionale. E così la Kassebaum inseguiva gli sprechi del Big Governament dovunque li trovasse, anche alle Nazioni Unite.
Perez de Cuellar, volendo sfidare testardamente la sana concezione odierna che vuole che solo gli americani siano disperatamente ignoranti dei paesi stranieri e che politici e burocrati di alto livello sono spinti nel loro operato solo ed esclusivamente da rigido e razionale professionalismo, semplicemente rifiutava di affrontare il problema delle proteste del Senato USA sulla base del fatto che tanto si doveva trattare di una manovra di "quella donna ebrea che ci odia perchè è ebrea". Quando Sanjuan gli fece presente che la Senatrice Kassebaum è Episcopale, il Segretario replicò che "allora lo sono i suoi elettori". Il Grande stato rurale del Kansas è notoriamente un ricettacolo di ebrei.
A causa dell'incompetenza paranoide di Perez De Cuellar il Senato USA cominciò a tagliare i fondi alle Nazioni Unite. Questo a sua volta portò il successore di Perez De Cuellar, l'Egiziano Boutros Boutros-Ghali, a cominciare a metà degli anni '90 una politica di riavvicinamento agli USA che prometteva, senza nessuna speranza di mantenere, maggiore trasparenza.
Forse alcuni potranno ricordare che in quegli anni era comune ascoltare durante discussioni di politica internazionale in televisione, personalità della sinistra italiana (e mondiale) rimarcare che gli USA stavano tentando di impossessarsi delle Nazioni Unite tramite il ricatto del taglio di fondi. Da dove venivano queste idee? Venivano da un funzionario ONU russo di nome Perfiliev, già espulso dalla Francia negli anni '70 con l'accusa di spionaggio e riciclato dai Sovietici alle Nazioni Unite dove era stato allontanato più volte da successivi incarichi sempre con l'accusa di spionaggio (il che, dato il clima di permissività delle Nazioni Unite suggerisce un'attività veramente incessante), il quale aveva iniziato una campagna di denuncia contro "l'uomo di Washington" Boutros-Ghali sulla base di documenti poi rivelatisi fabbricati, che riusci a far alterare dall'Assemblea Generale la pur puramente cosmetica riforma del Segretario. Ma questa è un'altra storia, restiamo nell'ambito dell'antisemitismo.
Uno dei pochi ebrei che circolava alle Nazioni Unite era l'Ambasciatore rumeno Aurel Dragos Monteanu, nominato Ambasciatore alle Nazioni Unite da Ceausescu negli ultimi anni del suo regime nella convinzione che avrebbe potuto ottenere ottimi risultati dato che gli USA sono risaputamente controllati in segreto da ebrei. Questo tanto perché i leader politici, anche nei regimi totalitari, agiscono nelle relazioni internazionali sulla base di un rigido e sobrio realismo. 
Sfortunatamente per Ceausescu Monteanu non ebbe mai occasione di utilizzare i suoi talenti razziali in incontri segreti con sinedri clandestini perché, temendo di venire assassinato dai fondamentalisti islamici con connessioni al terrorismo internazionale che giravano per il palazzo (un timore condiviso dal suo servizio di sicurezza) preferiva tenere la sua origine ebraica un segreto.
I segreti erano una priorità anche per Marrti Ahtisaari, Ambasciatore finnico alle Nazioni Unite e in seguito Presidente della Finlandia. Ahtisaari era notoriamente un informatore dei Sovietici. Le sue attività spionistiche nel corso degli anni '80 furono ben documentate dall'FBI con l'aiuto proprio di Pedro Sanjuan. 
Uno dei suoi vassalli, un certo Kanninen, che doveva essere un autentico genio, fu pizzicato a chiedere a nome del Segretariato allo Stanford Research Institute la sequenza di lancio degli ICBM americani. Tale richiesta, non stranamente, attirò l'attenzione dell'FBI e del Senato USA che reagì tagliando ulteriormente i fondi alle NU.

Marrti Ahtisaari

Sanjuan riporta una frase di Ahtisaari: 'l'unica ragione per la quale Israele è un membro delle Nazioni Unite è perchè il vostro paese lo supporta. Per quanto mi riguarda Israele ha anche meno legittimazione dell'OLP, e il loro status alle NU è di osservatori'.
Alcuni anni dopo Ahtisaari fu nominato da Kofi Annan presidente della commissione di inchiesta sulla "strage" di Jenin. Curiosamente è in seguito stato appurato che le conclusioni della commissione di inchiesta presieduta dall'ex-spia sovietica convinto sostenitore dell'illegittimità dell'esistenza di Israele non erano veritiere.
Sanjuan sostiene che la nomina è stata una manovra voluta esattamente per scatenare una reazione negativa da parte degli Israeliani, che sapevano benissimo chi era Ahtisaari, e far apparire Israele poco cooperativo portando a pensare che avesse la coda di paglia.
Un'altro esempio dell'antisemitismo da corte zarista della più grande organizzazione internazionale del mondo è che sulla decisione di costruire un nuovo Palazzo delle Nazioni Unite ha notevolmente influito, a detta di Sanjuan, il fatto che due dei principali palazzi adibiti ad uffici affittati dalle Nazioni Unite a New York siano stati acquistati da un finanziare nuiorchese di origine ebraica. Questo ha portato a timori che si trattasse di una manovra di Israele per fare pressioni sulle NU.
Riassumendo, in risposta a tutti coloro che ogni volta che faccio presente che la descrizione di una particolare supposta malefatta di Israele, in fondo, viene dalle Nazioni Unite, mi chiedono beffardi "E allora? Adesso sono antisemite le Nazioni Unite?", ben sicuri del fatto che l'antisemitismo è solo una forma di vittimismo ebraico utilizzata dai malvagi sionisti come pretesto per giustificare le loro malefatte e per far sentire in colpa il resto del mondo tramite "il ricatto dell'Olocausto": si. Le Nazioni Unite SONO antisemite. Non anti-israeliane o antisioniste, proprio antisemite.


Oltre a queste due pecche principali, antisemitismo e spionaggio, sulle quali Sanjuan si sofferma particolarmente essendosene occupato a fondo, l'ONU vanta una lunga serie di cialtronerie addizionali che menzioneremo in breve.
Ipertrofia: L'organigramma interno dell'ONU farebbe venire gli incubi a Kafka. L'Organizzazione ha talmente tante agenzie, segretariati, sottosegretariati, controsegretariati che la sua descrizione occupa un intero, surreale capitolo, del libro di Sanjuan che ha leggerlo fa sperdere come cappuccetto rosso nei boschi.
Fancazzismo: La giornata dei funzionari ONU, dai diplomatici alle segretarie, inizia alle 10.00-10.30. La pausa pranzo è alle 12.00 e dovrebbe durare un'ora, ma in pratica si prolunga per almeno tre ore. Alle 16.00-16.30 massimo tutti sono fuori dalla porta per "evitare il traffico dell'ora di punta". Nemmeno a Napoli ai tempi d'oro dell'assenteismo. Inutile poi dire che licenziare chi non rende è burocraticamente impossibile. Tutto questo, ricordiamolo, con i soldi del contribuente di tutte le nazioni del mondo.
Criminalità: E' un fatto risaputo alle Nazioni Unite, e Sanjuan ne è stato testimone oculare con l'aiuto di una delle guardie di sicurezza, che il garage viene usato per spacciare droga. Funzionari provenienti da paesi produttori di droga, beneficiando dell'immunità diplomatica, portano il prodotto all'interno degli Stati Uniti, poi nel garage del Palazzo di Vetro avviene lo scambio con i rivenditori locali. Da un portabagagli all'altro.
L'ONU ha anche rapporti stretti e diretti con elementi della criminalità organizzata di molti paesi. Un pezzo da novanta della Yakuza giapponese, un certo Sasakawa, è stato per anni uno dei principali donatori della World Health Organization, versando milioni e milioni di dollari con i quali la WHO ha finanziato progetti, si suppone, importanti. 
E' piuttosto ironico pensare che contemporaneamente Sasakawa si occupava per conto della Yakuza di controllare il mercato dei medicinali, sia ufficiale che clandestino (quest'ultima attività è aspramente condannata dalla WHO) in Giappone, dove si assicurava di tenere sempre prezzi altissimi. Oggi un busto in bronzo di Sasakawa il grande benefattore adorna la hall del Palazzo di Vetro, e gli è stato intitolato anche un premio.

 

Un sottosegretario-generale di nazionalità Russa, dopo la caduta del muro di Berlino, sviluppò contatti con la mafia russa di Brooklyn. Stranamente da lì a breve gli impegati delle Nazioni Unite di nazionalità russa, la cui identità, indirizzi e informazioni sui familiari avrebbero dovuto rimanere informazioni confidenziali, iniziarono a ricevere dettagliate richieste di estorsione.
Corruzione: Che ve lo dico a fare? Non vale nemmeno la pena di menzionare lo scandalo Oil for Food (programma varato da Kofi Annan che fu investigato per corruzione da una commisione nominata da Kofi Annan), o il fatto che qualunque appaltatore delle Nazioni Unite deve pagare tangenti ai funzionari che decidono gli appalti (appena stabilitosi a New York Pedro Sanjuan scoprì che il funzionario in carica di appaltare il suo trasferimento aveva un simile arrangiamento con la ditta di traslochi), ne' che ogni tentativo di investigazione di tali attività viene condotto internamente alle Nazioni Unite e si risolve in un clamoroso insabbiamento. 
Ma vale sicuramente la pena anche di menzionare che le "commissioni di inchiesta" si assicurano sempre che i nomi di chi ha "fatto la spia" vengano resi noti e che costoro in genere la paghino cara. In Africa, un investigatore degli sprechi delle "forze aeree dell'ONU" è stato addirittura minacciato di morte.
Ma le Nazioni Unite non sono sole a perseguitare chi denuncia la loro corruzione. Quando la direttrice di una del tutto simbolica commissione di controllo sul budget delle Nazioni Unite, Linda Shenwick, fu chiamata a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti sugli sprechi delle medesime, il Dipartimento di Stato la rimosse dall'incarico per poi licenziarla, non prima di averla sottoposta a forme di mobbing. Questo per punirla del delitto di non aver commesso spergiuro davanti al Congresso degli Stati Uniti.
Sprechi: Nelle parole di Pedro Sanjuan: 'Il budget delle Nazioni Unite potrebbe essere meglio descritto da qualcuno con il dono della fantasia, come Hans Christian Andersen'. Basti menzionare il fatto che la spesa prevista per la realizzazione del nuovo Palazzo delle Nazioni Unite a New York, necessario a salvare le Nazioni Unite dalle perfide trame ebraiche, è 7 miliardi di $ (quasi il costo di due portaerei a propulsione nucleare). L'edificio più costoso mai venduto a Manhattan, il GM Building, è stato aggiudicato per la somma di 2 miliardi di $.
Nepotismo: Diffuso a tutti i livelli a partire dal Segretario Generale. Parte dell'attuale ipertrofia dell'ONU è iniziata quando il secondo Segretario Generale delle Nazioni Unite, il Birmano U Thant, come un qualsiasi satrapo del terzo mondo iniziò a creare agenzie e uffici per sistemare la sua numerosa famiglia. La tradizione è stata mantenuta da Waldheim, che piazzò all'ONU tante delle sue nipoti da diventare un barzelletta, da Perez De Cuellar, che ha sistemato mezzo Perù compreso un tizio la cui migliore qualifica era aver lavorato da Bloomingdale's, da Butrous Botrous-Ghali che mise la compagnia di suo cognato nella posizione di agire da intermediaria per gli appalti ONU in tutto il mondo, e da Kofi Annan che, come tutti sappiamo, utilizzò la compagnia di suo figlio Kojo per organizzare Oil for Food.
Fondamentalismo islamico: Al Palazzo di Vetro i fondamentalisti islamici impiegati alle Nazioni Unite si riuniscono ogni giorno alla caffetteria per discutere di come si può utilizzare l'organizzazione internazionale ai propri fini in un rituale ben noto a tutti. All'interno delle Nazioni Unite, organizzazione di ispirazione secolare, le pratiche religiose sono bandite. Il Dalai Lama non ha mai potuto mettere piede all'interno delle Nazioni Unite perché leader religioso (in realtà su veto cinese), non c'è cappella per i Cattolici o tempio zen per i Buddisti. Ma c'è una moschea, costruita senza permesso dai suddetti fondamentalisti islamici nella biblioteca, che tiene servizi regolari.
Traffico d'armi: a Pedro Sanjuan fu proposto, da un funzionario russo del dipartimento DISARMO del Segretariato, di aiutarlo a piazzare un carico di fucili a pompa fabbricati in Russia prima, e un carico di berillio, un materiale controllato utilizzato nella costruzione di ordigni nucleari, dopo.
Elitismo: Questo è per me l'aspetto più inquietante e a suo modo più interessante delle Nazioni Unite, Sanjuan lo menziona più volte. 
Alle Nazioni Unite c'è un'atmosfera di superiorità e distanza dal peccaminoso mondo esterno che ricorda quella della chiesa cristiana europea del tardo medioevo. Come i preti potevano predicare l'astinenza in pubblico e poi mantenere amanti in privato, predicare le virtù della povertà al popolo ed essere ricchi sfondati loro stessi senza considerarne l'ipocrisia perché diversamente dal volgare plebeo medio ritenevano di occupare un altro piano di esistenza, così è alle Nazioni Unite.
Non è corruzione se lo facciamo NOI. Non è favoritismo o doppiopesimo se lo facciamo NOI. Non è spionaggio o traffico di sostanze stupefacenti se lo facciamo NOI. Queste sono cose da singoli individui o da imperfetto potere temporale delle singole nazioni, non da emissari del sacro supergoverno internazionale. Dopotutto, come una volta asserito dal funzionario Mark Molloch Brown: 'le Nazioni Unite fanno il lavoro di Dio'. Questa è l'atmosfera che spesso si respira tra i funzionari delle Nazioni Unite.
Se si considera anche che in effetti è questa la maniera in cui spesso guardano ad esse i comuni cittadini e i politici internazionalisti non è azzardato affermare che le Nazioni Unite, pur non godendo della reale influenza e prestigio della chiesa cristiana nel medioevo europeo, sono qualcosa di molto simile, almeno per vocazione, nel nuovo medioevo mondiale.
A conclusione del libro Pedro Sanjuan propone una lista di suggerimenti molto sensati su come salvare le Nazioni Unite ma la mia opinione è che l'ONU avrebbe bisogno di una "Soluzione Dority"*
Non c'è niente da riformare, c'è solo da smantellare.


*Non spiego cos'é la Soluzione Dority perché potrebbe costituire apologia di reato o qualcosa di simile.

Kulturame Classici: Battlestar Galactica Vista da Wellington.

Una recensione di Wellington.



Battlestar Galactica è la storia di un gruppo di alcolizzati che vanno a zonzo per lo spazio siderale guidati dallo spirito di Humphrey Bogart che li spinge a consumare quantità abnormi di alcol e tabacco alla ricerca di un mitico pianeta chiamato Casablanca.
Occorre dire che come storia è imbattibile. Seriamente, qui stiamo parlando di una serie in cui la razza umana è stata portata sull'orlo dell'estinzione e ancora rischia la sudetta perché inseguita per tutte le galassie dai suoi sterminatori. Provate a battere in drammaticità una cosa del genere.
La serie è un rifacimento della omonima di culto del '79 realizzato amatorialmente in un garage di Vancouver dai geeks di un fan club canadese della prima serie, come dimostrato dal fatto che più attori di quanti sono riuscito a contarne (sono arrivato a 30) su IMDB sono originari se non di Vancouver quantomeno del Canada. 
Si può inoltre notare che nella serie sono stati utilizzati gli stessi props d'epoca probabilmente acquistati dai nostri geeks su e-bay (es. radio fine anni '70, telefoni già utilizzati in Bentornato Kotter) riempendo i vuoti con residuati del cinema muto presi dal rigattiere (es. le bottiglie all'angolo durante l'incontro di boxe, i microfoni). 
La serie ha sei temi principali:


1) La figaggine di Bill Adama.
 
L'Ammiraglio è l'uomo più figo rimasto nella galassia. Tanto che un Tenente omosessuale cerca di farlo fucilare perché geloso del fatto che ha un cognome più effemminato del suo*.

2) Procedere nell'universo alla cazzo di cane. 
Tutto quello che accade che alla fine ha conseguenze positive succede perché si segue il cuore invece che la testa. Se vuoi avere successo e sopravvivere a un genocidio fai l'esatto contrario di quello che è logico, tanto c'è un misterioso e invisibile potere supremo che ci mette una pezza.

3) L'Occidente è Al Quaida.
 
Non voglio banalizzare, ma qui non si tratta del solito gruppo di autori Liberal di Hollywood che vogliono fare la loro parte per salvare da nazibush la democrazia USA in pericolo, bensì di una molto più profonda, ed evidentemente abituale al punto da venire automatica, identificazione con le ragioni e i metodi degli eroici antimperialisti dei nostri tempi. 
Se sei uno sceneggiatore e al momento di scrivere la storia di un'occupazione militare e della resistenza ad essa non ti viene in mente di ispirarti, che so, alla resistenza francese ai nazisti o alla "guerrilla" spagnola contro Napoleone, bensì ad Hamas e ad Al Quaida in Iraq senza nemmeno il timore di scatenare un minimo di indignazione negli spettatori di un programma non di nicchia, non è più una questione di essere Liberal o di voler lanciare uno sfottò a Bu$h, bensì che pensavamo di essere l'uno e invece siamo l'altro. 
Pensate che mi arrabbi? Mi sento sollevato. L'Occidente è Al Quaida, punto. Potevate anche dirmelo otto anni fa.

4) I giornalisti sono scarafaggi.
 
50mila sopravvisuti scarsi (la popolazione di una piccola città) da 50miliardi di persone e si trovano comunque abbastanza giornalisti da riempire un'intera stanza. 
Una volta si diceva che in caso di guerra nucleare sarebbero rimasti vivi solo scarafaggi e...quello che trovi di ributtante, volendo significare che anche i secondi sono scarafaggi. Grazie a Battlestar Galactica possiamo riempire quello spazio vuoto con "giornalisti". 
La capacità della razza umana di mutare in blattoidei è d'altra parte dimostrata dal fatto che 50mila sopravvissuti presi a casaccio riescono comunque a generare nuovi politici° nello spazio di poche settimane. I giornalisti sono scarafaggi, i politici invece sono esseri umani mutatisi in scarafaggi.

5) Messaggio agli adolescenti: se volete la figa siate subdoli, patetici, sfigati, patologicamente egocentrici e aiutate una potenza aliena a sterminare la razza umana.
 
Il personaggio più (si suppone) squallido della serie, il Dottor Gaius Baltar, è anche quello che scopa più di tutti gli altri messi assieme. In quattro stagioni si è fatto metà del genere femminile sopravvissuto della razza umana e tre su cinque dei modelli Cylon femminili esistenti. Non ne sono sicuro ma sospetto si sia fatto anche Juliani.

6) Per fregare Dio, evitare di sviluppare tecnologia spaziale.
 
Tutto questo è accaduto e accadrà nuovamente. 
L'idea sarebbe che il genere umano diventa corrotto e capriccioso e alla fine si frega con le sue mani costruendo robots che lo sterminano (con la regia di una misteriosa entità superiore). 
Ma la misteriosa entità superiore consente che pochi sopravvissuti si imbarchino su astronavi-arca e raggiungano un nuovo pianeta sul quale rifarsi una vita come selvaggi. E tutto questo si ripete ciclicamente più e più volte. 
A questo punto per interrompere il ciclo tutto quello che occorre fare è evitare di costruire astronavi, cosicché la misteriosa entità superiore che ci ama tanto da sterminarci e i suoi angeli dalla chiappa rotonda dovranno scegliere se far estinguere la razza umana una volta e per sempre oppure lasciar perdere del tutto. 
Niente astronavi, niente epica migrazione ai quattro angoli dell'universo, non passate dal via, non ritirate i 200 euro. Elementare. 
E allora signora "entità superiore"? Chi è il cretino adesso? Se vuoi divertirti a gestire i destini altrui comprati The Sims.

Frattaglie:

Dio è stato accidentalmente incluso nel cast nel ruolo di Romo Lampkin. 


Nel bel mezzo del crepuscolo della razza umana, mentre uomini e cylon corrono in tondo come polli senza la testa, lui se ne sta lì tranquillo e imperturbabile, con i suoi occhialetti da sole, occasionalmente ammazzando Marines a colpi di stilografica. Perde il controllo solo per cinque minuti quando decide di sterminare l'umanità perché gli hanno ucciso il gatto. Ragione, tra l'altro, a mio modo di vedere più che valida.
Chi mi ha mischiato i gradi? 

La flotta è comandata da un Ammiraglio, il suo XO è un Colonnello, il suo CAG un Maggiore, il capo manutenzione un Capo e poi c'è quell'attrice Sudafricana/Canadese piuttosto sexy (anche se bassina) che è un Sottocapo finché non viene promossa a Tenente, invece che a Guardiamarina (anche se in giro almeno un Guardiamarina io l'ho visto e quindi il grado esiste).

Dico io, sceneggiatori, perché invece di incasinare le forze armate altrui non fate uno sforzo di fantasia in più e vi inventate gradi non esistenti? Sono una flotta aliena no? Appuntate il comandante della flotta Basilisco, lo XO Catoblepa e il CAG Forimfsmuktonzyak.

'Catoblepa Tigh, lanciare i Vipers!', 'Vipers lanciati Basilisco Adama'.
And BTW...

quando un ufficiale comanda più di una nave da guerra, cara Presidentessa,  non è automaticamente un Ammiraglio bensì un Commodoro, specialmente quando mantiene il comando della propria nave.
The Fonz in outer space.


La serie rivela che Arthur Fonzarelli ha combattuto la Prima Guerra Cylon come pilota di Viper.

Heeeyy!
Le Colonie della perversione.

A meno che una delle navi superstiti unitesi alla flotta non fosse una crociera per pedofili è evidente che le Dodici Colonie di Kobol possedevano un numero dei suddetti superiore alla norma statistica.

Se per soddisfare le esigenze dei pedofili rimasti su una popolazione di 50mila superstiti la nave dei borsaneristi necessita di un'intera stanza piena di bambini...fatevi un po' due conti.
"Intellettuali" di Hollywood salvatori della democrazia!?

Il vostro dilettantismo mi ha rotto le scatole. 
Per l'ultima volta, il waterbording si fa così 


e non così. 


O fate le cose perbene oppure non fatele per niente. E, tanto per essere più sottili, in quella sequenza aggiungete un avviso in sovraimpressione che dice 'Don't try this at Langley'.
Civilizzazioni e bande (non musicali).

Il romanziere barra filosofo Lee Harris ha fatto brevemente capolino nell'episodio del processo Baltar trasportando dal suo libro 'Civilization and its Enemies'  allo spazio esterno le sue definizioni di "civilization" e "gang" e infilandoli nella sceneggiatura.
Uno degli sceneggiatori licenziati da Deadwood deve essere stato assunto a Battlestar Galactica e, imparata la lezione, ha modificato il termine da "Fuck" a "Frak".
Però, che fantasia. Certo sono finiti i tempi in cui Kurt Sutter chiamava i saloni per ceretta "muff rippers" in un episodio di The Shield ricevendo poi telefonate nel cuore della notte dall'ufficio Standards and Practices del network che gli chiedeva perché continuasse a tirargli palle curve.

Grazie a questo giochetto di prestigio abbiamo potuto udire 'Frak you', 'Frak me', 'What the frak', 'Frakking (this or that)', 'That frakking (whatever)', 'I want to get frakked' (detto da una donna ad un uomo) al ritmo di un trentina minimo ad episodio in un programma sconsigliato ai minori di anni 15.

Il che personalmente non mi crea alcun problema se non fosse per il fatto che la serie Deadwood, i cui autori non hanno pensato a cambiare lo spelling, ha ricevuto aspre critiche per il torpiloquio in essa contenuto ed è sconsigliata ai minori di anni 18.

Sono io l'unico a pensare che tutto il sistema della censura, o appunto "Standards and Practices" come la chiamano oggi, forse ha le idee confuse riguardo lo scopo stesso della sua esistenza? 

Sequels.

La quinta stagione di Battlestar Galactica comincerà con la razza umana/cylon che, cinque o sei anni dopo essersi dispersa per i sette continenti di Casablanca, si rende conto di aver fatto un'enorme cazzata rinunciando alla tecnologia perché il giardino dell'Eden è fatto di pietre aguzze, cespugli spinosi, terreni da dissodare senza beneficio di motozappa e belve assetate di preda. Lista degli episodi svelata finora:

E01S05 – "Clean slate delle mie palle".
E02S05 - "Quanto siamo stati coglioni a dare retta agli hippies"
E03S05 - "Abbiamo attraversato il freddo spazio sfidando il genocidio perché la nostra aspettativa di vita passasse dagli 85 ai 35 anni, bel capolavoro!"
E04S05 - "Non ci avevo riflettuto, ma accoppiarmi con la Donna di Neanderthal mi fa schifo".
E05S05 - "Sterminerei il resto dell'umanità per una barretta di cioccolato al latte con nocciole e uva passa".


PS: quello che avrei da dire di positivo sulla serie, che in realtà è molto ben fatta e mi è piaciuta, non lo dico perché questa recensione è in realtà un compito a casa del corso "Come alienarsi il resto della razza umana 101" tenuto da Kulturame. Ho pensato che scherzare su uno degli show più popolari dell'ultimo decennio e che è piaciuto a tutti quelli che conosco fosse il modo ideale.

Note:
*L'attore che fa la parte del Tenente si chiama Giuliani, ma ai fini della serie ha cambiato il suo nome in Juliani per evitare confusioni con il famoso sindaco neocon di New York. (si, lo so, Rudy Giuliani, tecnicamente, non sarebbe mai stato neocon, ma oggi come oggi chi può negare di esserlo?).
°Il rappresentante del pianeta Picon, come Catone con "Cartago Delendam Esse", inizia tutti i suoi interventi al Quorum dichiarando "Mi manda Picon".