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mercoledì 29 agosto 2012

Movimento d'opinione a favore dell'individuo nuclearizzato.



"L'Iran non ha nessun diritto di possedere armi nucleari. Io ce l'ho!"
Wellington L'antieroe, estate del 2007, al quinto Cuba Libre.


Oggi Il Kulturame vuole occuparsi di un problema che affligge tutti noi (e per noi, intendo le voci dentro la mia testa): quell'odiosa forma di limitazione della libertà da parte dello Stato che impedisce all'individuo di possedere armi nucleari.

Si è saltuariamente occasionato al Kulturame che un interlocutore abbia sghignazzato alla sua asserzione che, se l'esercito e la polizia possono possedere armi da fuoco, anche il privato cittadino dovrebbe potersene dotare. In almeno una di tali occasioni l'interlocutore in questione ha fatto seguire lo sghignazzo con la seguente affermazione: "Pistole ai privati? E cos'altro? Bombe atomiche?"


L'asserzione sghignazzante del povero infelice, inutile sottolinearlo, è di per sé sterile. Come lo sono tutte le affermazioni a favore dell'impedimento legale del diritto del cittadino ad essere armato, che si basano sulla balzana idea che tale impedimento inibirà le sue capacità di usare armi a scopi illeciti, dimenticando l'elementare verità che le leggi fermano solo chi le rispetta, e che perciò chiunque voglia utilizzare armi da fuoco per scopi criminali, non avrà nessun problema ad infrangere una legge in più procurandosi un'arma sul mercato nero.


Ma ciò porta a chiedersi: applicando la stessa logica del fallace soggetto, questo non significa forse che anche la proibizione a possedere ordigni nucleari è essenzialmente errata?


Esaminiamo i fatti: è stata talvolta ventilata la possibilità che organizzazioni terroristiche come Al Quaida possano dotarsi di ordigni nucleari. E per "ventilata" intendiamo che quando lo dice uno che non sia Barak Obama è un discorso allarmistico da sporchi neocon guerrafondai, altrimenti è roba da meritare il premio nobel per la pace. Naturalmente, per iniziare, qui si applica lo stesso principio del gun control: i terroristi non hanno problemi a infrangere le leggi, pertanto la proibizione statale di vendere testate nucleari al Wal Mart è inutile.


In molti, come ad esempio quelli che sostenevano che gli USA facessero solo finta di voler trovare Osama Bin Laden perché in realtà lavorava per loro, respingono però la tesi che la possibilità di terroristi con l'atomica sia una minaccia reale. L'argomento vuole che gli ordigni nucleari siano così costosi, e complessi da utilizzare, che i poveri terroristi non ne siano in grado, e che perciò preferiscano dedicare le proprie scarse risorse a metodi bellici più convenzionali.


Se vera, tale conclusione rende la proibizione di vendita di ordigni nucleari ai privati cittadini doppiamente inutile. Non solo infatti dei terroristi, non essendo gente che rispetta le leggi, potrebbero procurarsene uno, ma perché pensare che, se la vendita fosse libera, chiunque correrebbe a comprarsi un ordigno nucleare se è così costoso e tecnicamente impossibile da usare che neanche i terroristi lo vogliono?


Un argomento di riserva portato da coloro che vogliono impedire all'individuo di possedere, come sarebbe suo diritto, ordigni nucleari, è che chiunque voglia una bomba atomica in casa è chiaramente irrazionale, e che pertanto sarebbe troppo pericoloso lasciarlo usufruire di tale diritto.


Il che porta a chiedersi: perché allora ci fidiamo a lasciare queste armi in mano alle potenze nucleari?


Seriamente, voi che leggete questo pezzo, pensate che il governo del Pakistan sia più sano di mente di voi?


Perché, io che minaccio di far scomparire il mio quartiere in una palla di fuoco all'idrogeno se gli zingari mi assaltano in casa, sarei meno razionale di una superpotenza che minaccia di far scomparire il pianeta se una potenza rivale gli viola i confini?


Verrebbe quasi da pensare che il principio secondo il quale lo Stato può possedere armi in quanto più razionale del singolo individuo sia solo una misura per assicurarsi che il sovrano abbia le sue armi e il suddito no. Diritto no, privilegio sì. E anche che il suddito sia talmente impecorato da non rendersene più conto, ed essere arrivato a pensare che, davvero, sia "solo per il suo bene".


In effetti, la teoria delle relazioni internazionali, almeno quella neorealista, sostiene che le armi nucleari facciano bene allo Stato, rendendolo maggiormente responsabile. Di recente tale argomento è stato comunemente utilizzato per difendere il programma nucleare iraniano. Un Iran dotato di armi nucleari, dice il saggio, sarebbe un Iran responsabile.


Ma se il potere civilizzatore degli ordigni nucleari è tale, e se non è vero che lo Stato vuole negare al privato cittadino il diritto a possedere armi esclusivamente per il suo bene (del suddito), e non per il suo (del sovrano), la prossima mossa logica, non sarebbe quella di fornire ad ogni singolo cittadino un ordigno nucleare?


Pensateci. Le atomiche rendono responsabili: problema dell'irrazionalità dell'individuo risolto.


E non è questo forse il ruolo dello Stato (almeno a suo dire)? I governi del mondo non sono forse impegnati in una ciclopica missione civilizzatrice per educare e responsabilizzare le comunità che presiedono?


Probabilmente si potrebbe fornire a ciascun cittadino la sua testata, un paio di kilotoni a testa, ad una frazione del costo di tutti i programmi di assistenza sociale e sanitaria, ed educativi, che al momento pesano sulla spesa pubblica.


Quello che Il Kulturame chiama un nanny state degno di tal nome.

giovedì 19 luglio 2012

Metempsicosi Kulturamiana.





Nel corso degli anni le conoscenze niùeig del Kulturame hanno tentato nei modi più creativi di convertirlo ad ogni possibile bizzarra credenza, dall'esistenza della terra cava all'orinoterapia, dall'apocalisse Maya al far ballare i tavolini, ma nessuno è stato più insistente nei suoi sforzi di vegetariani e vegani.


Per toglierseli dai coglioni, il Kulturame ha strategicamente deciso di assencondare un altro gruppo di gente che non ha abbastanza buonsenso per capire che volere uno come lui come adepto è follia pura, e cioè coloro che vogliono convincerlo dell'esistenza della metempsicosi.


Infatti,contrariamente a ciò che dicono gli Induisti, le due credenze sono incompatibili, quasi al punto di essere mutualmente esclusive, a meno di essere un cretino o un masochista.


Il motivo per cui reincarnazione e vegetarianesimo sono incompatibili è che, dovendosi reincarnare in un animale, è molto meglio reincarnarsi in uno destinato ad essere macellato al più presto.


Immaginate infatti di reincarnarvi in una vacca. Se capitaste in un mondo di vegetariani, oppure in India, passereste i prossimi vent'anni a ruminare libera in un prato. Volete davvero vivere vent'anni da vacca? 


Per nostra fortuna viviamo in un mondo a maggioranza di carnivori, dove la maggior parte delle vacche finiscono nei macelli, e perciò camperete al massimo 9 anni, se siete una vacca da latte, non più di cinque se siete un manzo, e meno di uno se misericordiosamente l'allevatore decide di fare di voi filetto di vitello.


Ancora meglio reincarnarsi in un maiale. Al contrario di un maiale selvatico, che può campare affamato nella foresta, facendosi un mazzo così a scavare tuberi per 25 anni, in quanto maiale d'allevamento passerete cinque o sei anni al massimo a rotolarvi nella vostra stessa merda, grassi e pasciuti, nutriti a leccornie come granturco e avanzi di cucina. E se il vostro proprietario fa parte della mafia, o altro sindacato criminale, potrebbe perfino capitarvi di assaggiare carne di informatore della polizia. Dopo solo pochi anni di tale pacchia, vi beccherete una rapida martellata in testa e, mentre le vostre spoglie mortali vengono trasformate in prosciutto e finocchiona, la vostra anima trasmigrerà verso una nuova esistenza animale, magari un miliardario, o un divo del porno.


Il meglio che possa capitare è reincarnarsi in una zanzara. Non solo avrete la soddisfazione di dare fastidio a ogni creatura vivente e di nutrirvi di buonissimo sangue, ma vivrete al massimo 100 giorni, di meno se qualcuno riesce a spiaccicarvi contro un muro. Una morte rapida e indolore. Un battito di mani, un "Ti ho beccata bastarda!" proveniente dal nulla, ed è tutto finito.


Certo, possono capitare anche sfighe, come ad esempio reincarnarsi in un'oca da paté, o in un toro da corrida, anche se in quest'ultimo caso farete comunque una fine eroica e forse vi riuscirà di incornare il torero. Sfiga anche trasmigrare in uno di quei minuscoli cani da salotto col cappottino, nel qual caso consiglieremmo il suicidio mezzo saltar giù dalle braccia della vecchia rincoglionita che avete come padrona e mettervi ad attraversare di corsa la strada.


Se vi capita di reincarnarvi in un verme, al peggio farete una fine molto rapida appeso ad un amo, ma se siete in Sardegna vivrete nel casa martzu, e se vi capita il Messico morirete annegato nel mezscal. E diciamocelo, ci sono fini peggiori.


Da quando il Kulturame crede alla Metempsicosi, uno dei giorni più traumatici che ha vissuto è stato quando ha scoperto che nel Mare Antartico esistono meduse che vivono 600 milioni di anni. Immaginate reincarnarvi in una di quelle e passare intere ere geologiche a nuotare inutilmente nel mare glaciale, mangiando solo plancton o qualunque altro organismo schifido di cui si nutrono le meduse. 
Per porvi rimedio, il Kulturame ha riscritto il testamento: dopo la morte tutti i suoi averi verranno devoluti ad un'organizzazione che si dedicherà allo sterminio delle meduse giganti dell'Antartico. E' il solo modo di stare tranquilli.


Direi che a questo punto, ciò che è nato come un metodo per sbarazzarsi dei proseliti vegetariani, ha tutte le carte in regola per diventare un culto. Anzi, un kulto, dato che il suo profeta è il Kulturame. Il nome che gli abbiamo (noi Kulturame) dato è "Metempsicosi Kulturamiana".


Occorre mettere in chiaro che la Metempsicosi Kulturamiana non prevede la crudeltà verso gli animali, semmai il contrario. Dato che l'animale potreste essere voi, è capitale che tutti gli animali vengano trattati bene. Trattare bene gli animali e farli vivere poco deve essere considerato l'obbiettivo ideale. La lunghezza della vita di un animale è inversamente proporzionale a come viene trattato (e da quanto è buono fatto alla griglia). Se avete un gatto che prevedete di tenere con voi finché morrà, trattatelo il meglio possibile. Se non avete intenzione di sbattervi per farlo vivere come un pascià, lanciatelo oltre il muro di un canile municipale. Se invece avete un porcile, o una batteria di polli, fateli fuori prima che potete.


Convertiti anche tu alle Metempsicosi Kulturamiana, dona metà dei tuoi averi al leader del kulto (gli estremi bancari te li comunico poi in privato), e vivi felice mangiandoti l'anima de li mortacci tua, certo di essere destinato dopo la morte ad una breve vita da bestia, e che prima o poi ti dovrà pure capitare di reincarnarti in un essere umano.



venerdì 13 gennaio 2012

Kulturame Classici: Il Kulturame in Emergenza



Proclama del Kulturame (in quindici punti):

1) Chiunque creda al mito delle ONG "neutrali", "imparziali" e "apolitiche" farebbe bene a tirare la testa fuori dal culo tanto per cominciare e magari a leggersi, tanto per esempio, il libro "L'industria della solidarietà" di Linda Polman.

Detto questo, nessuno nega che le ONG umanitarie nel corso degli anni abbiano aiutato un sacco di gente e che tra gli operatori umanitari ci sia gente davvero in gamba.

2) In quanto a ONG ideologicizzate, Emergency è un esempio fin troppo da manuale.

Credo che la posizione ideologica di Gino Strada sia troppo nota per necessitare di essere spiegata, così come pure le sue posizioni politiche riguardo la guerra al terrorismo. Qui stiamo parlando dell'uomo che, a parte il suo passato katanghese, negli anni ha dichiarato cose come "Il Burka? Meglio delle ragazze scosciate in televisione.", "I massacri in Sudan? Tutte sciocchezze.", "In Afghanistan si stava meglio quando c'erano i Talebani.", e altre perle.

Sicuramente questo non vale per tutti quelli che lavorano per Emergency, collaborano con essa o la finanziano, ma in generale si resta sul sicuro senza timore di esagerare affermando che Gino Strada trova sempre da ridire sulle guerre degli Americani e degli occidentali in generale mentre non ha grosse difficoltà a lavorare con regimi come quello talebano oppure quello sudanese.

3) Chiunque creda che un'organizzazione come Emergency possa sopravvivere per una quindicina di anni in un posto come l'Afghanistan soltanto grazie alla sua rigida posizione di neutralità o è irrimediabilemte ingenuo oppure ci fa.

Detto in termini semplici: le ONG fanno politica sui territori in cui operano esattamente come tutti gli altri. Nel caso particolare di Emergency, è perfettamente chiaro che ha una storia pregressa di contatti con i Talebani.

Basti pensare al suo ruolo nel sequestro Mastrogiacomo e agli anni che ha operato indisturbata in Afghanistan prima dell'arrivo degli Americani (al quale si è opposta fermamente). Così come è perfettamente visibile come i rapporti di Emergency con il governo Karzai e con i suoi alleati stranieri siano molto meno amichevoli di quanto erano con i loro predecessori Talebani.

4) Detto questo, i suoi contatti con l'universo talebano e la sua ideologicizzazione dimostrano che Emergency è una specie di Al Quaida sotto mentite spoglie? Per niente. E' un'organizzazione umanitaria nient'affatto "neutrale", almeno ideologicamente, come sostiene di essere, ma da qui ad essere una confraternita di bombaroli ce ne corre.

5) Rimane il fatto che le armi nell'ospedale di Emergency sono state rinvenute. Questo prova il coinvolgimento degli Italiani arrestati in un'attentato terroristico? Nemmeno per idea. Presunzione di innocenza. O no?

6) Allora invece prova che è un complotto del governo afghano contro Emergency? Applicando gli stessi criteri no.

E anche se lo fosse, chi ci dice che il governo afghano non abbia i suoi buoni motivi per volersi sbarazzare di Emergency? Forse gli Afghani sanno qualcosa su Emergency che noi non sappiamo? Cosa ne sappiamo in fondo di cosa succede in Afghanistan? D'accordo che lo speculare di comodo è il passatempo preferito dell'Homo Politicus, ma mi pare un po' prematuro mettersi ad assegnare i ruoli di buoni e cattivi.

7) Si può aggiungere che Emergency è una ONG piuttosto grande con molti impiegati, e in nessuna organizzazione umana tutti quanti sono onesti, perciò anche provata la colpevolezza di alcuni suoi membri, non è affatto detto che ciò significhi per esteso un coinvolgimento della ONG in toto.

8) Delle reazioni politiche alla vicenda non parlo nemmeno, perché tanto che cos'è la politica credo che lo sappiamo tutti.



9) La vera questione rimane, su Emergency e i Talebani, che anche senza organizzare attentati esistono vari livelli di coinvolgimento, e forse bisognerebbe incominciare a farsi qualche domanda su come funzionino davvero le cose nelle zone di guerra in cui operano queste ONG invece di inseguire la visione bambinesca degli "angeli della solidarietà" che camminano tra le macerie forti della loro superiorità morale, nonché del vero ruolo che le ONG hanno nelle odierne aree di guerra e della maniera in cui operano. Una visione un tantino più complessa di "loro sono i savi in un mondo di folli e gli onesti in un mondo di iniqui" sarebbe opportuna. 


Questo episodio dovrebbe essere una sveglia e spingerci a fare domande. Idealmente, in una democrazia, la teoria sarebbe che il "quarto potere" si senta in dovere di approfondire la questione in nome dell'opinione pubblica che vuole essere bene informata. Fin qui la teoria, nella realtà l'opinione pubblica vuole sentirsi dire solo quello che gli piace e questo il "quarto potere" lo sa benissimo.

10) Naturalmente l'immagine degli "angeli umanitari" è invece proprio quella che l'opinione pubblica italiana (con l'eccezione degli avversari politici ed ideologici di Gino Strada) abbraccia.

Questo perché collima con la sua visione di come il mondo dovrebbe essere fino a convincerla che effettivamente lo è: la guerra, oltre ad essere terribile, è sempre una cosa inutile, i militari sono o crudeli massacratori oppure povere vittime ignare, i politici sono malvagi, stupidi e fanatici, e comunque dietro a tutto ci sono loschi interessi economici e cabale segrete. Ma i veri eroi della situazione sono i giornalisti, che "raccontano la verità" risvegliando le coscienze assopite di chi non è altrettanto illuminato di me, e gli operatori umanitari che allievano le sofferenze del "popolo" che è del tutto estraneo ai fatti (qualche volta in tale visione a giornalisti e operatori umanitari si aggiungono anche i diplomatici). Loro non hanno interessi propri o ideologie fourvianti, sono al di sopra della meschineria e delle piccolezze dei "signori della guerra", e mai e poi mai vengono meno al loro ruolo.

Quando poi, come nel caso di Emergency queste due figure si uniscono in una, è l'estasi. Nessuno vuole essere risvegliato da una esperienza estatica.

11) Senza contare che questa versione degli eventi ci pone comodamente al di sopra, come nazione e popolo, di quei pasticcioni guerrafondai degli Amerikani (pre-Obama), dimostrando che dovrebbero limitarsi a pagare per la nostra difesa e a fare quello che gli diciamo, perché noi siamo più saggi e come civiltà siamo più "avanti", e perciò siamo il futuro.

12) Non a caso questa è la posizione che Gino Strada ed Emergency hanno preso sulla vicenda: le' tutto un complotto contro di noi perché "siamo scomodi" (in quanto sinceri e imparziali), ma se non ci lasciano in pace trascineremo l'opinione pubblica in pubblica piazza. Se il plebiscito pensa che siamo buoni è impossibile che siamo cattivi no? A che servono le inchieste giudiziarie (o giornalistiche che tanto comunque nessuno fa)?

13) In Emergency (e in altri) questo atteggiamento spesso sembra sconfinare in una visione di se stessi che gli anglosassoni definirebbero "holier-than-thou": noi siamo i veri eroi, stiamo una spanna al di sopra delle meschinità terrene, ergo per noi non valgono le stesse regole, e chi osa anche solo suggerire che siamo come tutti gli altri e come tutti gli altri abbiamo le nostre simpatie, alleanze e interessi si macchia di blasfemia. Sicuramente dietro di lui ci sono sordidi interessi particolari.

Lo definirei un classico esempio storico di "might-through-alleged-moral-high-ground-makes-right".

14) Notare inoltre come la visione della guerra moderna "Europa metrosexual" di cui sopra altro non sia che un rovesciamento del tanto sbandierato militarismo in cui lo Stato e le forze armate lottano per creare un futuro migliore e contestarli, o anche solo vedere le cose in maniera più complessa da "Right or wrong, my country", è incivile. Soltanto i ruoli (buoni/cattivi) vengono assegnati a nuovi protagonisti.

15) E a questo proposito coloro che si preoccupano per "l'immagine dell'Italia" e altre amenità farebbero forse bene a preoccuparsi invece della visione angelicale che gli Italiani hanno delle ONG e della loro inesauribile capacità di adattare gli eventi al proprio coma onirico.

Un branco di beoti che si inventa un mondo che non esiste e lo difende ciecamente in piazza "senza se e senza ma", e senza nemmeno una concessione a una visione un tantino più complessa degli eventi a me personalmente da' un'immagine molto peggiore di una ONG corrotta.

Ma certo, io sono Il Kulturame.

E capisco anche che in fondo i beoti possano sempre tornare utili se si riesce a riutilizzare la loro visione a nostro vantaggio politico e che perciò la tentazione ad essere tolleranti con loro è molto forte.

Augh. Il Kulturame ha parlato.
PS: Non mi è ancora riuscito di cancellare un singolo commento su questo blog, anche questa volta mi deluderete?

Kulturame Classici: Fotovoltaico Notturno per Usi Pacifici


 

Per rispondere alla domanda dell'ex-Europarlamentare Italiano: ebbene si. Il fotovoltaico notturno esiste.

E' stato messo a punto qui in Kulturamia dai nostri scienziati per scopi interamente pacifici e sfidando l'opposizione delle oppressive potenze occidentali e dei loro burattinai segreti.

Se dovesse piacere alla Signora Gruber, saremo ben lieti di ospitarla nella nostra bella terra e di rispondere ad ogni suo ulteriore quesito tecnico.

Sia però inteso che chi si reca in Kulturamia è tenuto a non offendere la nostra cultura rispettandone le antiche tradizioni.

In questo particolare caso, le nostre leggi parlano chiaro: le donne giornalista di sinistra, se vogliono calpestare il suolo della Kulturamia, devono farlo a petto nudo e indossando la maschera di Groucho Marxx.

La Signora Gruber dovrà pertanto presentarsi alla frontiera abbigliata come da immagine illustrativa a seguire e mantenere tale guisa durante la sua intera permanenza pena la lapidazione in pubblica cava.





Kulturame Classici: Brutti Tempi.





Kulturame-san ho visto una cosa che mi ha fatto tanta impressione.

Cosa hai visto mio giovane amico?

Ho visto un film in cui un tizio vuole sposarsi e mettere su famiglia ma invece di cercare lavoro con costanza e impegno se ne va in giro tutto il giorno col suo amico a spinellarsi, bere e stare sparapanzato davanti alla tivì, portando sulla cattiva strada anche il suo amico Latino sposato.

Era un film sui punkabbestia o sui no global?

No Kulturame-san, era un film amerikano.

Sui liberals allora, vabbè, e qual'è il problema? Un film educativo.

...e poi viene aggredito da una banda di Messicani perchè si era scopato la ragazza di uno della banda e lui prende a pugni tutti e gli punta contro una pistola...

Allora non può essere un liberal. Altrimenti primo le prenderebbe di santa ragione dai Messicani, secondo non si sarebbe scopato nessuno. Infatti devi sapere ragazzo mio che se i liberals scopassero non avrebbero certo energie da dedicare alla salvaguardia del parapinkus tibetanus e ai diritti dei canguri gay. Terzo non potrebbe maneggiare un'arma da fuoco senza a) incorrere nella scomunica standard della ubercommunity liberal internazionale per aver toccato, guardato, nominato o pensato a un'arma da fuoco b) spararsi in un piede c) puntarla solo ed esclusivamente contro individui ricchi e di pelle bianca...

...e poi cerca di vendere una pistola rubata a un negro...

E allora?

Ma il fatto è che nel film il tizio era un ex Ranger che aveva combattuto in Iraq e questo mi ha fatto riflettere...

Su cosa?

Sulla guerra! E di come mandiamo dei poveri giovani in battaglia da dove poi ci tornano che non trovano lavoro...

Senti ragazzo, credo che sei già abbastanza grande da distinguere tra fiction e realtà...

...e allora poi si fanno le canne, e bevono...

Questo veramente lo fa mezzo mondo senza essere mai stato in guerra...compreso te, dì la verità.

...e si scopano cholas culone e fanno a botte con i Messicani...

Lascia perdere. Anche se evidentemente non sei capace di distinguere tra fiction e realtà considera semplicemente che lo sceneggiatore stava scrivendo un film sui liberals e l'ha trasformato in un film sui veterani.

Ma perchè Kulturame-san?

Devi sapere ragazzo mio che quando in America c'è una guerra Hollywood si arruola ufficiosamente e entra in guerra per supportare lo sforzo bellico con film di propaganda. Durante la Seconda Guerra Mondiale si schierò a fianco delle Forze Armate USA. Durante la Guerra al Terrorismo è scesa in campo a fianco dei terroristi. Tutto qui.

Ti faccio una confidenza: l'ho visto anch'io quel film. Essenzialmente è la storia di come i militari e i poliziotti americani sono tutti degli psicopatici e di come la patria del kapitalismo è la patria della violenza e del vizio. E' uno dei tanti.


Quindi Hollywood vuole insegnarci che i veterani sono tutti cattivi Kulturame-san?

Diciamo più suggerire. Ma non precisamente tutti, solo alcuni. Diciamo così, regola generica: ex-ranger dall'Iraq=cattivo, peone Maya zapatista dal Chiapas=buono. Ex-Berretto Verde dalla Colombia=insano di mente, Che Guevara dalla Rivoluzione Cubana=saggio. E così via, hai capito?

Ma allora i veterani dell'Iraq in realtà sono buoni Kulturame-san?

Stammi bene a sentire ragazzo, cerca di incominciare a pensare in maniera meno semplicistica e soprattutto a separare la fiction dalla realtà. Non c'è bisogno di essere un veterano per essere un balordo, infatti ci sono molti più balordi che veterani. Al tempo stesso se scegli di essere un balordo l'aver passato un paio di anni nei Rangers a sparare ai beduini non ti farà questa grande differenza. Sempre un balordo resterai.

Ma nei Rangers non dovrebbe aver imparato la disciplina Kulturame-san?

La disciplina sul campo di battaglia. La disciplina in uniforme. Quello che fai quando sei ridiventato civile sono affari tuoi. Stai per caso suggerendo che l'Esercito degli Stati Uniti invece di limitarsi a stabilire degli standard di comportamento per chi indossa la sua uniforme e ad esigere che non vengano meno al dovere dovrebbe fare il lavaggio del cervello ai suoi soldati in modo che si comportino da militari anche quando non lo sono più? Che invece di comportarsi come un qualsiasi datore di lavoro e stabilire quali sono gli standard di dovere necessari a portare a termine il lavoro dovrebbe puntare a modificare l'intera personalità dei suoi impiegati? Questo è militarismo bello e buono figliolo.

Ma Kulturame-san quel soldato aveva degli incubi che lo tormentavano. Incubi sulla guerra. Ecco perchè era un balordo. Non dobbiamo più fare la guerra, così i ragazzi bianchi non berranno più birra davanti alla tivì tutto il giorno portando sulla cattiva strada i loro amici Cholos che devono trovare lavoro. E non fumeranno pipazze di pakistano nero mentre vendono pistole ai negri che è per questo che poi i negri si ammazzanno tanto tra di loro. E non si scoperanno cholas culone con il fidanzato geloso...

Il fatto che si sia iniziato a dire che i film con i cowboy buoni e gli Indiani cattivi erano poco realistici per arrivare a realizzare film "realistici" come questo non ti suggerisce niente? Magari che invece che andare alla ricerca del realismo nella fiction occorre diventare più "realistici" nel capire la differenza tra fiction e realtà? Che se si passa da film in cui i poliziotti sono tutti incorruttibili a film in cui i poliziotti sono tutti corrotti c'è qualcosa che non va in tutto il concetto?

...è tutta colpa di Bush, dei Neocon e dei Sionisti. La guerra deve diventare un tabù tranne quella che serve a liberare i peones del chiapas e il pueblo palestinese, che quella non è guerra, è rivoluzione.


Figliolo, sei un mentecatto senza speranza, porta subito il culo fuori dal mio fottuto tempio.