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sabato 28 gennaio 2012

Kulturame Classici: Sic Transit Gloria Comunismi. (12/09/2009)




Lydia Guevara, la nipote "del" Che, prosegue lo sforzo rivoluzionario di famiglia promuovendo il vegetarianesimo per conto della PETA.

Dopo la rivoluzione delle rose, dei garofani, dei cedri, arriva quella delle carote.

Link.

venerdì 13 gennaio 2012

Kulturame Classici: The West


Qui in Kulturamia il discorso di Mahmoud Ahmadinejadall'Assemblea Generale dell'ONU ci suonava familiare. Ci siamo chiesti dove mai avesse pescato certe idee. Seguono esempi casuali e incompleti.
***
L'occidente diffonde il totalitarismo: Noam Chomsky.

L'occidente perpetua la schiavitù e il colonialismo: attivisti No Global.

L'occidente è arrogante: scienzati politici di un po' tutte le scuole di pensiero e tizio che spiega perché l'11 Settembre hanno colpito proprio le Torri gemelle, simbolo di Wall Street.

L'occidente è stato costruito con il sudore degli schiavi negri: Malcom X.

L'occidente bombarda gli altri paesi per impadronirsi delle loro risorse: adolescente occidentale medio e rock star o stella del cinema occidentale media.

Il regime sionista uccide la gente in massa: ONU.

Il regime sionista lascia i poveri Palestinesi senza una casa: attivisti occidentali pro-palestinesi.

Il regime sionista è terrorista: attivisti occidentali pro-palestinesi.

Il regime sionista causa guerre: ambasciatore francese a Londra nel 2001.

I sionisti ricattano il mondo col ricordo dell'Olocausto: occidentali di ogni idea politica (il più delle volte a bassa voce, in privato e tra di loro).

L'Olocausto è roba di tanto tempo fa, non parliamone più: il ministro della giustizia belga lo scorso Maggio.

La verità dell'Olocausto è da rimettere in discussione: neonazisti e fratellanza ariana varia (occidentali).

Bin laden non doveva essere ucciso: Ron Paul.

L'uccisione di Bin Laden serve a coprire il complotto dietro l'11 Settembre: 112,886,468,278,550 di siti web cospirazionisti basati in Occidente.

Eh sì, perché c'è un complotto dietro l'11 Settembre: tra il 40% e il 45% degli occidentali a seconda dei sondaggi.

Gli Americani hanno bombardato Hiroshima tanto per: pacifisti occidentali.

Gli Americani si considerano superiori: un Europeo che soffre di complessi d'inferiorità preso a caso.

Gli Americani sono Imperialisti: tutti gli Europei e una buona parte degli Americani.

Le basi degli Americani all'estero sono occupazione militare: tutti quelli che in Europa hanno scritto "Yankees Go Home" sui muri dal 1945 ad oggi.

I media sono controllati segretamente da qualcuno: un occidentale preso a caso non appena sente in tivì una notizia che stona con le sue convinzioni politiche.

***

Dice il Kulturame: l'occidente ha incontrato il nemico, e il nemico è l'occidente.

Kulturame Classici: La Realtà Supera la Kulturamia.


Il Kulturame voleva scrivere un pezzo satirico: come idea doveva essere un discorso cretino di un piccolo rivoluzionario del XXI° secolo cretino pieno di cretinate espresse con un linguaggio cretino reminiscente di un'epoca passata popolata da cretini.

Il Kulturame desiderava, per una volta, usare la sottile ironia piuttosto che il rozzo sarcasmo.

Voleva che sembrasse vero, plausibile, e perciò si è messo a fare coscienziosamente le sue ricerche imbattendosi in 
questo.

E' perfetto.

Nessun bisogno di scriverlo noi, più cretino di così non poteva venire.

Solo che quello che l'ha scritto parla sul serio.

E' dura essere sottilmente ironici in un mondo come questo.



Una guerra dichiarata e non resa ufficiale contro il bolivarismo

Mentre il bolivarianismo, risemantizzato anche come socialismo del secolo XXI, esprime la speranza di redenzione del popolo venezuelano e, per estensione, di tutti i nostri popoli americani e degli oppressi del mondo, il capitalismo, sia nella sua versione tradizionale o convenzionale che in quella patibolare versione neoliberale, rappresenta lo smisurato affanno per l’accumulazione di ricchezze a costo dell’oppressione e del crescente sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione.
Non bisogna nemmeno serbare dei dubbi. L’elite americana e i suoi lacchè creoli ci hanno dichiarato la guerra per il semplice fatto che il progetto bolivariano, capeggiato dal presidente Hugo Chávez Frías, simboleggia una visione del mondo, della vita e della società assolutamente contrapposta con quello che vuole significare e pretendere il sistema capitalista di cui la cupola americana rappresenta la massima espressione.
Mentre il bolivarianismo, risemantizzato anche come socialismo del secolo XXI, esprime la speranza di redenzione del popolo venezuelano e, per estensione, di tutti i nostri popoli americani e degli oppressi del mondo, il capitalismo, sia nella sua versione tradizionale o convenzionale che in quella patibolare versione neoliberale, rappresenta lo smisurato affanno per l’accumulazione di ricchezze a costo dell’oppressione e del crescente sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione e, quel che è peggio,a scapito della vita stessa sul pianeta terra o PACHAMAMA come è denominata dai nostri fratelli boliviani.
Questa scelta di voler recidere il processo rivoluzionario è stata presa dal vertice imperiale appena si ebbe la conferma del trionfo del comandante Chávez nelle elezioni del 1998.
Chi se non i più cospicui rappresentanti imperiali per individuare, sin dalle sue origini, l’orientamento e il compromesso militante e sovversivo che implicavano l’ascesa di Chávez alla carica presidenziale di un paese strategicamente così importante come il Venezuela per via della sua posizione geopolitica e per le sue grandi risorse energetiche.
Strategia controrivoluzionaria
L’elite imperiale concepì una strategia controrivoluzionaria che mirava principalmente al troncamento del progetto bolivariano e implicava lo spiegamento di molteplici fronti d’azione nel campo politico, diplomatico, economico, militare, mediatico, ecc., destinate, in un primo momento, alla destabilizzazione, indebolimento, e deterioro del progetto chavista e successivamente, in un secondo momento, nell’accrescimento delle azioni per procedere con il suo rovesciamento, usando come leva detonante l’intervento militare.
Esiste un ampio spettro di certezze che consentono di illustrare questo approccio: dall’offerta di ottocento (800) marines da stanziare nel porto di La Guaira, adducendo come pretesto la solidarietà di fronte alla tragedia della frana accaduta nella regione Vargas nel mese di dicembre del 1999, passando per l’aggressione sistemica della canaglia mediatica tanto a livello locale quanto su quello internazionale; il proposito di isolarci, in quanto paese, negli ambienti diplomatici; la pressione economica esercitata tanto da parte delle organizzazioni internazionali quanto dalle azioni sviluppate da parte delle organizzazioni imprenditoriali all’interno del paese; le pratiche evidentemente invalidanti delle organizzazioni politiche e della cosiddetta società civile, gerarchia ecclesiastica compresa, invitando a ignorare la Costituzione, le leggi abilitanti e il governo legittimamente costituito; il colpo di stato del mese d’aprile 2002; il sollevamento mediatico-militare della Piazza Altamira; lo sciopero petrolifero – imprenditoriale del 2002-2003; il rifiuto del dialogo nazionale proposto dal governo nazionale; le guarimbas; l’invito a non pagare gli obblighi fiscali; le incessanti e inclementi campagne mediatiche che falsano la realtà, diffuse dalle aziende private della comunicazione; la diretta ingerenza dell’ambasciata americana nella vita politica del paese; il rifiuto da parte dei governi americani di rispettare i contratti militari sottoscritti con il nostro paese con il manifesto intento di impedire il funzionamento degli aerei militari; l’allestimento di piani Omicidi nei confronti della persona del presidente; l’importazione del paramilitarismo e dei sicari colombiani come elemento detonante del caos; l’insicurezza e lo stimolo all’ingovernabilità; le vili campagne destinate a identificare il governo bolivariano con il narcotraffico e con elementi del terrorismo internazionale, ecc., e come queste, tantissime altre evidenze che costituiscono un ammasso di elementi per il sostentamento della strategia controrivoluzionaria contro il nostro paese.
Errore iniziale: sottostimarono Chávez e il popolo bolivariano
L’imperialismo e i loro lacchè commisero un grave errore, grave per quanto concerne la riuscita dei loro piani, cioè, sottostimare Chávez e ignorare olimpicamente la presa di coscienza politico-ideologica del valoroso popolo venezuelano. Nonostante la tecnologia in loro possesso, rozza esperienza destabilizzante –messa in pratica in molti paesi del nostro continente e del mondo- e le ingenti risorse di cui disponevano non riuscirono a calibrare la qualità e la profondità del salto storico rivoluzionario che si stava sviluppando ed è in piena espansione nella patria di Simón Bolívar, i cui ideali redentori, libertari, integrazionisti ed etici servono di guida promissoria.
Questa sola sequenza di fatti, piani e avvenimenti evidenzia l’ingerenza americana nel nostro paese; nulla di tutto ciò o quasi nessuna di queste indegne e sfacciate iniziative si sarebbe potuta realizzare senza l’appoggio, l’avvedutezza e la diretta e decisiva partecipazione delle diverse agenzie internazionali affiliate al governo americano. Uno Stato che agisce in questo modo è perché ha dichiarato la guerra allo Stato oggetto di tali ingerenze; l’interpretazione più basilare del diritto internazionale così lo determina. Questa è una guerra dichiarata, sistematica, informale, anche se non resa ufficiale.
Guerra dichiarata non resa ufficiale che si fa sempre più evidente nella misura in cui si consolida il progetto bolivariano, si approfondisce il suo orientamento socialista e la sua tendenza integrazionista, assestando, di conseguenza, maggiori sconfitte politiche e ideologiche alle forze retrive controrivoluzionarie in quegli spazi nei quali si mette in scena il confronto.
Disperazione dell’impero
La disperazione dell’impero si fa sempre più manifesta, diventando meno sottile il suo azionare, dove la variabile militare assume un ruolo sempre più preponderante nel disegno strategico che è in atto.
Sotto questo aspetto è opportuno rilevare i seguenti fatti:
• La riattivazione della IV Flotta (ottobre 2008) destinata a operare nell’Atantico Sud, la quale non agiva più da 52 anni.
• L’insediamento di 7 nuove basi militari nel territorio colombiano, le quali, se sommate a quelle già esistenti in quel paese con quelle installate ad Aruba e Curaçao, Panama e Perù e un’altra la cui costruzione è prevista, probabilmente, nella Guyana francese, implica, né più né meno, l’erigere un assedio strategico intorno al Venezuela.
• Lo sbarco di 20.000 marines a Haiti (da gennaio 2010) con il pretesto di prestare assistenza, militare? In occasione dell’emergenza dichiarata in seguito al terremoto avvenuto in quel tormentato paese fratello.
• L’inusitato interesse manifestato verso la regione sudamericana da parte degli alti funzionari politici e militari americani.
• il colpo di stato in Honduras (luglio 2009) ordito per arrestare, in qualche maniera, l’avanzata del sentimento bolivariano in Centroamerica e per indebolire l’Alleanza Bolivariana delle Americhe (ALBA).
• Il clima bellicista che hanno promosso in Colombia a sostegno della politica antivenezuelana, militarista e d’ingerenza appoggiato dall’oligarchia narcoparamilitare che è alla guida del paese vicino.
• A tutto questo bisogna aggiungere l’imperversare della campagna che si è scatenata mediante tutto l’apparato mediatico internazionale, la quale è incline presentare il governo bolivariano come vincolato al narcotraffico e al terrorismo internazionale (o a ciò che loro qualificano come tale) con il proposito di creare un espediente nei confronti dello Stato venezuelano che consenta di classificarlo come Stato canaglia e sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale verso qualsiasi misura sanzionatoria, così come in precedenza fecero con l’Iraq, accusandolo di possedere armi chimiche di distruzione di massa e che fino a oggi non sono state rinvenute, dopo sette anni d’invasione.
Strategia bolivariana
Questo insieme di fattori che abbiamo fin qui riferito, pone in evidenza la strategia imperiale orchestrata per affrontare la rivoluzione venezuelana. La guerra dichiarata e non resa ufficiale è in atto. L’imperialismo non si placa nella sua brama di distruggere il progetto di cambiamento bolivariano, il cui consolidamento significherebbe un maggiore indebolimento da parte di un impero agonizzante che oppone resistenza nel voler perdere l’egemonia esercitata sul mondo durante il secolo XX e che ora presagisce che, nonostante il suo potere smisurato, si screpola significativamente. La perdita dell’influenza che storicamente ha avuto in America latina, il suo tradizionale cortile posteriore, sarebbe il più contundente indicatore del processo di estinzione di questo impero.
Il nostro popolo, insieme al governo bolivariano, si deve preparare per affrontare i duri momenti che si approssimano. Alla strategia di guerra imperialista dobbiamo rispondere con la strategia bolivariana di guerra da parte di tutto il popolo. Altri popoli l’hanno applicata e sono usciti vincitori da quel compromesso con la storia. Lì abbiamo, ad esempio, l’eroico e vittorioso Vietnam, il quale celebra in questo mese d’aprile i 35 anni di trionfo della sua guerra d’indipendenza dall’imperialismo americano. Lì si trova anche Cuba, degna ed eroica, che ha saputo resistere durante 51 anni alla furia imperiale.
E qui stiamo noi, i venezuelani bolivariani, affianco ai nostri fratelli latinoamericani, festeggiando il bicentenario delle nostre indipendenze, disposti a difendere con coraggio e dignità la sovranità che abbiamo riconquistato in questi 12 anni di sviluppo del progetto bolivariano e di costruzione del socialismo del secolo XXI.
Di fronte alla guerra dichiarata e non resa ufficiale, stimolata dall’imperialismo, bisogna rispondere con la guerra di tutto il popolo!.
Di fronte alla guerra mediatica imperiale, bisogna rispondere con la guerra popolare di comunicazione!
Rafforziamo la Milizia Bolivariana!
(trad. di V. Paglione)

Kulturame Classici: Pensieri D'Egitto.


 


Sapete come parleremo a breve/medio dell'EgittoCosì:

RDM: Oh no, i Fratelli Musulmani non sono mica Al Quaida...

K: Lapalissiano: nessuno è Al Quaida tranne Al Quaida. Certo dicono praticamente le stesse cose, anche se con termini diversi. E poi il colore del turbante non è uguale.


RDM: Non esagerate! Questo non è il 1979 e l'Egitto non è la Persia dello Shah.

K: Vero, infatti è il 2011. E certo, se in Egitto si dovesse instaurare un regime islamista, da bravi utilizzatori della Settimana Enigmistica ci metteremo a fare il gioco di "trova le 10 piccole differenze" con il regime degli Ayatollah. Scommetto che almeno 9 le troviamo, per esempio la forma dei sandali. Il corso "Come avere sempre ragione con la Settimana Enigmistica" l'abbiamo seguito tutti al baretto sotto casa.


RDM: Ma i Fratelli Musulmani parlano male di Al Quaida sui loro blog.

K: Anche i comunisti parlavano male dei nazisti. In fondo a chi piace la concorrenza?


RDM: In Egitto invece di lapidare le adultere pensano di condannarle a 500 colpi di frusta, questo è già un progresso.

K: Voi non ci credete, ma qualcosa così la diranno sul serio.


RDM: Anche con un governo islamista, l'Egitto non sarà mai, se non occasionalmente, dalla parte dell'Iran, perché quelli sono Sunniti e quell'altri Sciiti.

K: Esatto, mica i Sunniti vogliono lasciare agli Sciiti il privilegio di calciare il culo del Grande Satana Occidentale e degli Ebrei tutti da soli. E' anche una questione di immagine porco maiale!


RDM :Comunque sia, anche se ci sono islamisti dappertutto, il Medio Oriente è diviso.

K: Si, non riescono proprio a mettersi d'accordo su a chi l'Occidente deve lustrare le babbucce per primo.


RDM: Ma tanto ora c'é Obama.

K: Sia lodato Allah.


RDM: Anche se tutto il Medio Oriente diventa islamista non importa perché la minaccia del terrorismo è esagerata.

K: Vero. Il terrorismo non può distruggere l'Occidente, può solo far saltare testa, gambe e braccia a qualche passante quà e là. Anche gli attacchi al SARIN nella metro di Tokyo hanno fatto soltanto tredici morti, che, in fondo, che cosa saranno mai nel grande schema delle cose. E anche se, come dicono i più allarmisti, i terroristi facessero esplodere un ordigno nucleare a New York uccidendo, tanto peddì, due milioni di Americani? Mbé? Di Americani ce ne sono 300migglioni!


RDM: E anche la minaccia dell'Islamismo è esagerata e gonfiata.

K: Certo, è gonfiata dagli USA che, senza esagerare, la vogliono usare come pretesto per conquistare l'universo.


RDM: Gli islamisti non sono pazzi.

K: Certo, mica sono neocon.


RDM: Comunque è tutta colpa di Bush!

K: Pensa che l'ultima volta che sono andato nel 2086 con la mia macchina del tempo per vedere come era andata a finire in Medio Oriente tuo pronipote mi ha detto la stessa cosa.


RDM: Anche con gli Islamisti si può trovare un punto d'incontro.

K: Certamente. Purché il punto di partenza (la Ummah è la Ummah e voi non siete un cazzo) sia fisso e indiscutibile.


RDM: Emmò stai a esaggerà! Secondo te quelli riusciranno davvero a fondare il Califfato Globale? Essei paranoico.

K: Qualcuno avverta i sopravvissuti, se ce ne sono, dei Gulag dell'URSS: hanno fatto bene a non essere paranoici, il comunismo non ce l'ha fatta a conquistare il mondo. Yeahy!


RDM: Che poi con la scusa de difennecce dall'Islam il Grande Fratello ce realizza il 1984 in casa nostra.

K: Mah, io ste cose non le capisco perché sono paranoico.


RDM: Ma l'hai capito che l'economia dell'Occidente sta annando pe' frattocchie? Dobbiamo ddi de si a tutto.

K: E dobbiamo pure fa finta de esse contenti?


RDM: Ma non tirate sempre in ballo l'olocausto! Non vogliono ammazzare 6milioni di ebrei, vogliono solo far scomparire lo Stato Ebraico.

K: Certo, tutto quello che si fa agli ebrei al di sotto dell'olocausto cosa vuoi che sia.


RDM: Che poi, non è neanche vero che vogliono ributtare gli ebrei in mare. Vogliono solo che non esista Israele perché "Israele Stato Ebraico" è razzista.

K: In effetti se gli Ebrei in Medio Oriente, invece di girare sui Merkava, fossero solo un'altra minoranza oppressa come i Cristiani, gli Armeni, i Berberi, i Copti, i Curdi, i Caldei, gli Zoroastriani, i Baha'i, i Drusi, gli atei, gli agnostici, i secolaristi, i pagani, gli omosessuali, le donne, gli Sciiti in terra sunnita, i Sunniti in terra sciita, la tribù B in terra della tribù A, il clan dello Sceicco Abdul in terra del clan dello Sceicco Hassan, l'infedele in terra di mio cugino, mio cugino in terra di mio fratello e mio fratello in terra mia, problemi tra Occidente e islamismo non ce ne sarebbero. E soprattutto non ci sarebbe "razzismo".


RDM: Gli Islamisti ce l'hanno con l'Occidente per quello che fa, non per quello che è. E pure con Israele!

K: Già, se gli Occidentali la smettessero di fare gli Occidentali il problema non sussisterebbe. E pure sti' cazzo di Israeliani, potrebbero essere un po' meno ebrei no?


RDM: Ma tanto non li convinci delle tue tesi, perciò tanto vale abbozzare.

K: Ma tanto tu non mi convinci che la tua macchina è tua, perciò tanto vale che ammetti che è mia e mi consegni le chiavi.


RDM: Non sei realistico, pragmatico e macchiavellico, perciò è meglio che non parli sennò fai danni.

K: I coglioni almeno mi possono girare?


RDM: L'Occidente non domina più il pianeta, mettiti l'anima in pace.

K: E perché l'Occidente non domina più il pianeta Il Kulturame si deve far lordare di merda dagli islamisti? Macchisièmessointesta di esse sto "Occidente"?


RDM: Ma perché invece non ti preoccupi dei fondamentalisti cristiani nel paese tuo, della pena di morte in Texas, e di Julian Assange che la CIA lo vuole far sodomizzare da Ciccio Manganello a Guantanamo?

K: Mi sembra anche giusto: stabilito di chi non dobbiamo (ne' possiamo) assolutamente preoccuparci resta solo da capire di chi possiamo preoccuparci in santa pace.


RDM: Ma in fondo chi siamo noi per parlare?

K: Io sono Il Kulturame, chi diavolo sei tu?


RDM: Tanto è tutta 'na cosa dea CIA pe' fa' la guera.

K: Anche di mio cognato Arturo per vincere il torneo di bocce "buzzurri Vs. cafoni 2011".

Kulturame Classici: Cani Antiguerra e Società Occidentale.

Un post di Wellington.


Il recente episodio di wikileaks mi fa riflettere su un momento videoludico recentemente vissuto in cui la vera natura del watchdogging* antiguerra vistosi dall'11 Settembre in poi si è resa manifesta.

Dopo aver buttato 40+ euri per acquistare Medal of Honor - Tier One
° ho potuto sperimentare l'impatto dell'attivismo antiguerra degli ultimi dieci anni sulla vita di tutti i giorni dell'occidentale medio quando i miei fantaccini in 3D hanno usato il "fosforo rosso" per indicare un bersaglio al supporto aereo.

Considerato che questi videogames si vantano di avere la consulenza di ex appartenti alle forze speciali (MOH in particolare ci ha pubblicizzato intorno un casino) posso quasi immaginarmi la sequenza degli eventi:

[nello studio di realizzazione del videogame]

Sviluppatore videogames N°1: "E poi, arrivati qui, i nostri fanno intervenire l'aviazione per distruggere il nido di mitragliatrice."
Ex-forze speciali consulente: "Allora dovranno marcare il bersaglio da terra, è danger close."
Sviluppatore videogames N°2: "Cosa usate in questi casi?"
Ex-forze speciali consulente: "Il WP, o fosforo bianco."
Sviluppatore videogames N°1: "Il fosforo bianco?"
Ex-forze speciali consulente: "Si, è la cosa più efficace. Produce fumo istantaneamente e la nube sale molto in alto, anche oltre le cime degli alberi se ce ne sono, diversamente dalle normali granate fumogene che ci mettono un po' a fare fumo. Inoltre il nemico non può afferrare la granata e gettarla da qualche altra parte, come invece potrebbe fare con un fumogeno normale."

[studio realizzazione del videogame, più tardi in serata]

Sviluppatore videogames N°2: "Ma non c'è stata tutta una polemica anni fa in Iraq sul fosforo bianco? Che era un'arma proibita, letalissima, sozza, o roba del genere?"
Sviluppatore videogames N°1: "Mi pare di si. Mi sa che non lo possiamo usare. Già ci romperanno le balle a non finire perché in questo gioco puoi anche impersonare i Talebani, come se i ragazzini non amassero identificarsi con i vincenti."
Sviluppatore videogames N°2: "Allora che facciamo?"
Sviluppatore videogames N°1: "Cambiamo il nome in Fosforo Rosso, così nessuno ci può dire niente."
Sviluppatore videogames N°2: "Ma il fosforo rosso funziona come quello bianco? Si incendia a contatto con l'aria?"
Sviluppatore videogames N°1: "Boh, io so solo che lo usano per produrmi le anfetamine, semmai più tardi da' un'occhiata su wikipedia. Ma come funziona funziona, noi lo usiamo lo stesso per segnalare un nido di mitragliatrice che deve essere spappolato pochi secondi dopo con una JDAM da 500 libbre. L'importante è non usare il termine fosforo bianco, non è politically correct."

Welcome to the Brave New World of war-watchdogging.



NOTE: 

*Termine in neolingua wellingtontiana, scorretto, provocatorio, poco sofisticato e pure un po' neocon.
°Ormai sti' cacchi di sparatutto sono spettacolarissimi ma veramente semplificati al massimo, scriptati fino a farti vomitare e con la tattica andata a farsi benedire.




 

Kulturame Classici: Diritti Umani Abusati.

Un post di Wellington.


Se volete un esempio interessante di abuso dei diritti umani andata allapagina Wikipedia dedicata ai soldati-bambini.

Tra i colpevoli nell'utilizzare infanti in armi sono citati anche l'Australia (will allow personnel to be recruited from the age of sixteen and nine months), la Gran Bretagna (The minimum age to join the British Army is 16 and a half; parental permission is required for those under the age of 18), il Canada (people may join the reserve component of the Canadian Forces at age 16 with parental permission), ca và san dir gliStati Uniti (In the United States 17-year-olds may join the armed forces, but may not be stationed outside the continental US or deployed in combat situations) e perfino l'Italia (allows boys and girls as young as 17 years of age, with parental consent and in possession of a high school diploma, to join a military academy). Strano che non ci abbiano buttato nel mucchio anche i boy scout.

Ora, mi rendo conto che in Occidente ormai si viene considerati bambini fino ai 37 anni, e certo, se l'Africa ha i bambini-soldato, allora da qualche parte bisogna pure andare a trovarli per l'Europa, il Nord America e l'Oceania, sennò sei razzista e Politically Uncorrect.

Ma secondo voi questo è un esempio di "abuso dei diritti umani"? Secondo me si.

I diritti umani ormai vengono allungati e stiracchiati all'inverosimile pur di far sembrare il problema più grande di quello che è, trasformandolo in fonte di occupazione per burocrati travestiti da paladini professionisti, e/o per rivoltarlo ideologicamente sulla sua stessa testa a fini di propaganda. Così si trasformano i problemi in pagliacciate retorico/politiche, e perciò in un abuso del concetto stesso di "diritto", umano e non. Ma sarà la mia mancanza di sofisticazione a parlare.

Wellington - l'Antieroe.





Testimonianza fotografica dell'utilizzo di bambini-soldato da parte dell'Impero del Male di Ronald Reagan. A questa barbara pratica ha posto termine la Presidenza Obama decretando che fino all'età di 26 anni si può fare uso dell'assicurazione sanitaria dei propri genitori.
(Alleluja! Alleluja! Alleluja! Alleluja! Allele-luja!)

Kulturame Classici: Vignette Sataniche 2.0.


 

Questo Terry Jones che vuole bruciare il Corano in piazza deve essere un autentico genio*, sta riuscendo perfettamente a dimostrare al mondo musulmano che tutto il mondo non musulmano si caga sotto all'idea di bruciare il verbo del Profeta. L'ha fatto dichiarare ufficialmente al Segretario alla Difesa USA e al comandante delle truppe in Afghanistan. Ottimo lavoro!

In quanto allo sdegno che la faccenda ha generato nel mondo occidentale, sarebbe bello per una volta vedere gli occidentali fare i tolleranti per vera tolleranza, non per paura o per senso di superiorità nei confronti dei musulmani.

Perché diciamocela tutta, quelli che protestano non lo fanno perché gli fa schifo l'idea che vengano bruciati dei libri, magari sacri, altrimenti quando i militari USA hanno bruciato tutte quelle Bibbie in Afghanistan avremmo sentito altrettanti cori di sdegno, ma perché ritengono, e plausibilmente, che questo porterebbe a violenze e vendette. Tuttavia, se si trattasse di Bibbie o di scritti confuciani tutti gli sforzi sarebbero rivolti ad appellarsi ai Cristiani e ai Confuciani di tutto il mondo perché siano ragionevoli, perché non si lascino andare alla violenza, perché comprendano che si tratta di un episodio isolato, o che "comunque che cos'é un libro in fondo"? Vi immaginate se dei musulmani bruciassero copie della Costituzione degli Stati Uniti, gli appelli agli sporchi rednecks ad essere postmoderni? O peggio ancora, se bruciassero qualcosa che sta a cuore agli Israeliani (o magari anche degli Israeliani vivi)?
Di fatto in tutti questi casi gli appelli non ci sarebbero per niente, si darebbe per scontato, ci si aspetterebbe dagli interessati in maniera automatica una reazione proporzionata, ragionevole e soprattutto non violenta. Evidentemente si ritiene che i musulmani non ne siano capaci.

Strana cosa la tolleranza all'occidentale, invece di significare "siamo tolleranti con chi è tollerante con noi e intolleranti con chi lo è con noi", alla Locke, significa "siamo tolleranti con chi riteniamo un selvaggio senza cervello ma che ci fa cagare sotto dalla paura e verso il quale proviamo sentimenti terzomondisti e sensi di colpa post-coloniali".


*Infatti ha creduto che avrebbero sospeso la costruzione della moschea di Ground Zero per lui.

Kulturame Classici: Il Kulturame in Emergenza



Proclama del Kulturame (in quindici punti):

1) Chiunque creda al mito delle ONG "neutrali", "imparziali" e "apolitiche" farebbe bene a tirare la testa fuori dal culo tanto per cominciare e magari a leggersi, tanto per esempio, il libro "L'industria della solidarietà" di Linda Polman.

Detto questo, nessuno nega che le ONG umanitarie nel corso degli anni abbiano aiutato un sacco di gente e che tra gli operatori umanitari ci sia gente davvero in gamba.

2) In quanto a ONG ideologicizzate, Emergency è un esempio fin troppo da manuale.

Credo che la posizione ideologica di Gino Strada sia troppo nota per necessitare di essere spiegata, così come pure le sue posizioni politiche riguardo la guerra al terrorismo. Qui stiamo parlando dell'uomo che, a parte il suo passato katanghese, negli anni ha dichiarato cose come "Il Burka? Meglio delle ragazze scosciate in televisione.", "I massacri in Sudan? Tutte sciocchezze.", "In Afghanistan si stava meglio quando c'erano i Talebani.", e altre perle.

Sicuramente questo non vale per tutti quelli che lavorano per Emergency, collaborano con essa o la finanziano, ma in generale si resta sul sicuro senza timore di esagerare affermando che Gino Strada trova sempre da ridire sulle guerre degli Americani e degli occidentali in generale mentre non ha grosse difficoltà a lavorare con regimi come quello talebano oppure quello sudanese.

3) Chiunque creda che un'organizzazione come Emergency possa sopravvivere per una quindicina di anni in un posto come l'Afghanistan soltanto grazie alla sua rigida posizione di neutralità o è irrimediabilemte ingenuo oppure ci fa.

Detto in termini semplici: le ONG fanno politica sui territori in cui operano esattamente come tutti gli altri. Nel caso particolare di Emergency, è perfettamente chiaro che ha una storia pregressa di contatti con i Talebani.

Basti pensare al suo ruolo nel sequestro Mastrogiacomo e agli anni che ha operato indisturbata in Afghanistan prima dell'arrivo degli Americani (al quale si è opposta fermamente). Così come è perfettamente visibile come i rapporti di Emergency con il governo Karzai e con i suoi alleati stranieri siano molto meno amichevoli di quanto erano con i loro predecessori Talebani.

4) Detto questo, i suoi contatti con l'universo talebano e la sua ideologicizzazione dimostrano che Emergency è una specie di Al Quaida sotto mentite spoglie? Per niente. E' un'organizzazione umanitaria nient'affatto "neutrale", almeno ideologicamente, come sostiene di essere, ma da qui ad essere una confraternita di bombaroli ce ne corre.

5) Rimane il fatto che le armi nell'ospedale di Emergency sono state rinvenute. Questo prova il coinvolgimento degli Italiani arrestati in un'attentato terroristico? Nemmeno per idea. Presunzione di innocenza. O no?

6) Allora invece prova che è un complotto del governo afghano contro Emergency? Applicando gli stessi criteri no.

E anche se lo fosse, chi ci dice che il governo afghano non abbia i suoi buoni motivi per volersi sbarazzare di Emergency? Forse gli Afghani sanno qualcosa su Emergency che noi non sappiamo? Cosa ne sappiamo in fondo di cosa succede in Afghanistan? D'accordo che lo speculare di comodo è il passatempo preferito dell'Homo Politicus, ma mi pare un po' prematuro mettersi ad assegnare i ruoli di buoni e cattivi.

7) Si può aggiungere che Emergency è una ONG piuttosto grande con molti impiegati, e in nessuna organizzazione umana tutti quanti sono onesti, perciò anche provata la colpevolezza di alcuni suoi membri, non è affatto detto che ciò significhi per esteso un coinvolgimento della ONG in toto.

8) Delle reazioni politiche alla vicenda non parlo nemmeno, perché tanto che cos'è la politica credo che lo sappiamo tutti.



9) La vera questione rimane, su Emergency e i Talebani, che anche senza organizzare attentati esistono vari livelli di coinvolgimento, e forse bisognerebbe incominciare a farsi qualche domanda su come funzionino davvero le cose nelle zone di guerra in cui operano queste ONG invece di inseguire la visione bambinesca degli "angeli della solidarietà" che camminano tra le macerie forti della loro superiorità morale, nonché del vero ruolo che le ONG hanno nelle odierne aree di guerra e della maniera in cui operano. Una visione un tantino più complessa di "loro sono i savi in un mondo di folli e gli onesti in un mondo di iniqui" sarebbe opportuna. 


Questo episodio dovrebbe essere una sveglia e spingerci a fare domande. Idealmente, in una democrazia, la teoria sarebbe che il "quarto potere" si senta in dovere di approfondire la questione in nome dell'opinione pubblica che vuole essere bene informata. Fin qui la teoria, nella realtà l'opinione pubblica vuole sentirsi dire solo quello che gli piace e questo il "quarto potere" lo sa benissimo.

10) Naturalmente l'immagine degli "angeli umanitari" è invece proprio quella che l'opinione pubblica italiana (con l'eccezione degli avversari politici ed ideologici di Gino Strada) abbraccia.

Questo perché collima con la sua visione di come il mondo dovrebbe essere fino a convincerla che effettivamente lo è: la guerra, oltre ad essere terribile, è sempre una cosa inutile, i militari sono o crudeli massacratori oppure povere vittime ignare, i politici sono malvagi, stupidi e fanatici, e comunque dietro a tutto ci sono loschi interessi economici e cabale segrete. Ma i veri eroi della situazione sono i giornalisti, che "raccontano la verità" risvegliando le coscienze assopite di chi non è altrettanto illuminato di me, e gli operatori umanitari che allievano le sofferenze del "popolo" che è del tutto estraneo ai fatti (qualche volta in tale visione a giornalisti e operatori umanitari si aggiungono anche i diplomatici). Loro non hanno interessi propri o ideologie fourvianti, sono al di sopra della meschineria e delle piccolezze dei "signori della guerra", e mai e poi mai vengono meno al loro ruolo.

Quando poi, come nel caso di Emergency queste due figure si uniscono in una, è l'estasi. Nessuno vuole essere risvegliato da una esperienza estatica.

11) Senza contare che questa versione degli eventi ci pone comodamente al di sopra, come nazione e popolo, di quei pasticcioni guerrafondai degli Amerikani (pre-Obama), dimostrando che dovrebbero limitarsi a pagare per la nostra difesa e a fare quello che gli diciamo, perché noi siamo più saggi e come civiltà siamo più "avanti", e perciò siamo il futuro.

12) Non a caso questa è la posizione che Gino Strada ed Emergency hanno preso sulla vicenda: le' tutto un complotto contro di noi perché "siamo scomodi" (in quanto sinceri e imparziali), ma se non ci lasciano in pace trascineremo l'opinione pubblica in pubblica piazza. Se il plebiscito pensa che siamo buoni è impossibile che siamo cattivi no? A che servono le inchieste giudiziarie (o giornalistiche che tanto comunque nessuno fa)?

13) In Emergency (e in altri) questo atteggiamento spesso sembra sconfinare in una visione di se stessi che gli anglosassoni definirebbero "holier-than-thou": noi siamo i veri eroi, stiamo una spanna al di sopra delle meschinità terrene, ergo per noi non valgono le stesse regole, e chi osa anche solo suggerire che siamo come tutti gli altri e come tutti gli altri abbiamo le nostre simpatie, alleanze e interessi si macchia di blasfemia. Sicuramente dietro di lui ci sono sordidi interessi particolari.

Lo definirei un classico esempio storico di "might-through-alleged-moral-high-ground-makes-right".

14) Notare inoltre come la visione della guerra moderna "Europa metrosexual" di cui sopra altro non sia che un rovesciamento del tanto sbandierato militarismo in cui lo Stato e le forze armate lottano per creare un futuro migliore e contestarli, o anche solo vedere le cose in maniera più complessa da "Right or wrong, my country", è incivile. Soltanto i ruoli (buoni/cattivi) vengono assegnati a nuovi protagonisti.

15) E a questo proposito coloro che si preoccupano per "l'immagine dell'Italia" e altre amenità farebbero forse bene a preoccuparsi invece della visione angelicale che gli Italiani hanno delle ONG e della loro inesauribile capacità di adattare gli eventi al proprio coma onirico.

Un branco di beoti che si inventa un mondo che non esiste e lo difende ciecamente in piazza "senza se e senza ma", e senza nemmeno una concessione a una visione un tantino più complessa degli eventi a me personalmente da' un'immagine molto peggiore di una ONG corrotta.

Ma certo, io sono Il Kulturame.

E capisco anche che in fondo i beoti possano sempre tornare utili se si riesce a riutilizzare la loro visione a nostro vantaggio politico e che perciò la tentazione ad essere tolleranti con loro è molto forte.

Augh. Il Kulturame ha parlato.
PS: Non mi è ancora riuscito di cancellare un singolo commento su questo blog, anche questa volta mi deluderete?

Kulturame Classici: I Fatti Sono Testardi.


Da un articolo del Jerusalem Post.

Firebombing Jewish-owned vehicles is small potatoes in comparison to developments at the center of mass of the Israeli Arab onslaught: state land. Over the past decade, Israeli Arabs have seized millions of dunams of state land.[...] Most of the open land in Israel is owned by the state and administered by farmers, ranchers and the IDF.

Certo che viene proprio da tifare per questi eroici Beduini che si ribellano allo Stato rivendicando il principio di homesteading contro il perfido demanio sionista. Sicuramente la loro intenzione è di creare una società libera dal controllo statale e tra di loro si comportano da perfetti amanti della libertà rispettando la vita, la libertà e la proprietà di ciascun altro. Ma, una volta liberati dal giogo statalista del sionismo, riusciranno a generare anche solo una società democratica, se non propio libera?

Farmers and ranchers – particularly in the North and the South, but in areas around Jerusalem as well – are daily terrorized by neighboring Arab thieves. The thieves destroy their fences, steal and slaughter their livestock and threaten to murder them if they raise any objections, mend their fences or install surveillance cameras. Many farmers and ranchers – like most business owners around Beersheba and Upper Nazareth – are coerced into paying protection money to the same Arab gangs who target their fields.

Uhmmm, se sono gente che ha intenzione di creare una società libera sti' Beduini cominciano male. Rubare e taglieggiare gli altri non è molto liberale. Che senso ha liberarsi dello Stato per poi dover ubbidire alla mafia?

Con queste prospettive sfido poi che la gente, come questi allevatori ed agricoltori, si affida allo Stato. Evviva lo Stato che ci difende dai gangster! Ho cambiato idea, voglio diventa' statalista! Anzi statolatra! Almeno lo Stato mi difende dai Beduini libertari mafiosi.

As the Comptroller’s Report makes clear, the threatened and abused farmers have no official body to turn to for help. While incidence of land theft has increased more than 50 percent in recent years, enforcement measures at all levels have decreased by 81%. In 2007, courts issued just 5,400 judgments on illegal construction. Of these, only 193 led to demolition orders. And just a handful of those orders were carried out. Israel has no official policy for contending with the problem. A police unit formed specifically to enforce land laws has only recruited 55% of its allotted personnel and most of those 64 policemen devote their energies to routine policing duties.The absence of state protection has led farmers and ranchers to abandon their lands.

Aspetta un momento! E' a questo che serve lo Stato? E' per questo che questi cittadini pagano le tasse? Per poi essere derubati delle loro proprietà e taglieggiati dai gangster locali senza che nessuno muova un dito?

Be', fessi loro, così imparano ad essere sionisti in primo luogo e a fidarsi dello Stato in generale. E così torniamo a bomba: viva i Beduini indipendenti dallo Stato! (anche se un po' mafiosi). Come ai bei vecchi tempi della guerra in Libano del 2006, quando si faceva il tifo per Hezbollah, mica perché ce l'abbiamo con Israele in particolare, no, no, ma perché Hezbollah non è uno stato e Israele si, e noi siamo kontro lo Stato in generale.

Just as its grantees played a lead role in the formation of the UN’s Goldstone Commission and the drafting of its defamatory accusations against Israel, organizations supported by the New Israel Fund have played a large role in abetting the Israeli Arab theft of state lands. NIF-and EU-supported groups like Adallah, the Regional Council of Unrecognized Arab Villages, Um Batin and The Steering Committee for Planning and Protection of Arab Rights in the Negev have waged a political and legal assault on Israel to prevent the state from protecting itself and its citizens from Beduin and Arab land crimes.

Un momento. Ma come? I Beduini liberi e antistatalisti sono supportati politicamente e finanziati da organizzazioni "non governative" chericevono fondi dai governi, dalla EU e paesi musulmani assortiti (chissà poi perché questi governi appoggiano il libertarismo beduino, sarà per principio?), oppure da gente come George Soros che, sarà pure un privato, ma è anche la persona più statalista sulla faccia della terra. Che poi, a pensarci bene, anche Hezbollah, quello della grande guerra anti-stata-sionista del 2006 in realtà è finanziato dall'Iran, e sul suo territorio si comporta esattamente come uno Stato, con le sue tasse, la sua coscrizione obbligatoria, il suo welfare...

Cowed by the twin forces of the Red-Green alliance, successive governments have tried to solve the problem by buying off the Arabs. The Olmert government built a village for the Taarbiya Beduin outside of Omer and gave each family NIS 180,000 to leave the illegal structures they had built on state land and accept free houses.

Ma che delusione! Sti' Beduini oltre ad essere un tantino ladri e mafiosi sono pure riconducibili in seno alla società statalista previo versamento di pochi spiccioli.

Most agreed to relocate, but the 50 families who remained in place stepped up their assaults on Omer while demanding to receive ownership rights for the land they stole.

Perciò coloro che non sono acquistabili sono proprio mafiosi marci: se non ci date i diritti di proprietà spacchiamo il culo ai nostri vicini che non c'entrano un cazzo finché non ci accontentate. Con privati come questi chi ha bisogno dello Stato?

Just this past Sunday the cabinet unanimously approved a multi-year program to transfer NIS 800 million to 12 Beduin and Arab communities. The government touted the move as a “stimulus plan.”

Sarà mai che questa era tutta una manovra per spillare soldi al governo? E nel frattempo a Topolinia i contadini sionisti guardiani del perverso demanio statale invece che fanno?

LUCKILY FOR Israel, the leadership vacuum created by successive governments is beginning to be filled today by a group of law abiding, idealistic young Israelis. The New Israeli Guardsman is a voluntary organization formed two years ago by the sons and daughters of distressed farmers and ranchers. [...] The Guardsmen operate on a shoestring budget scraped together from private donors. Contingent on raising the necessary funds, the group intends to increase its corps of volunteers tenfold by 2013.

Ma come? I perfidi statalisti dello Stato sovrano di aparthaid si comportano come pionieri libertari organizzandosi in milizie locali finanziate privatamente?

Zilberman believes that the success of the Guardsmen will empower the state to take the necessary action to enforce Israel’s laws and so defeat the strategic threat posed by the radicalization of the Israeli Arab sector. And he is probably right. At any rate, it is all but certain that the government could take no action without the Guardsmen.

Quindi qui abbiamo dei cittadini che non hanno bisogno dello Stato ma continuano a sperare che venga a controllare le loro vite e al tempo stesso uno Stato che teoricamente è sovrano e indispensabile, ma che in pratica non muove muscolo se i cittadini prima non risolvono il problema al posto suo. Ma Hobbes che fa? Sta a guardare?

E' bello avere ideologie e teorie politiche di riferimento, peccato solo che i fatti siano così testardi.

Kulturame Classici: Balla Anche Tu con i Puffi della Kulturamia.

Ho avuto una splendida idea per la sceneggiatura di un film di propaganda che possa spandere il Verbo kulturale e al tempo stesso fare un mucchio di soldi presso un'audience sempre meno interessata alla storia e sempre più a effetti speciali mozzafiato.

Ecco la trama: un giovane idealista viene inviato in missione sul pianeta Kulturamia dove la malvagia civiltà Occidentale moderna sta perseguendo i propri porci interessi economici a spese dei nobili abitanti indigeni protettori dell'ambiente che vivono in una armoniosa società le cui ingiustizie, conflitti e prevaricazioni interne faremo ben attenzione ad omettere.

Gli Occidentali sono guidati da Ronald R. Rumsfeld detto "Lo Sfregiato", un cattivissimo neocon. Per assicurarci che il film riscuota ancora maggior simpatia tra le masse illuminate ci assicureremo di includere espressioni come "shock and awe" e "risponderemo al terrore col terrore" che nel contesto non c'entrano un cazzo ma che quando lo spettatore illuminato le sente da' di gomito al suo amico seduto affianco con aria complice come per dirgli: "hai capito di chi parla", dimostrando in tal modo la sua sagacia e profonda comprensione degli avvenimenti recenti as opposed alle masse non lavate che insistono a parlare di grattacieli crollati e attacchi non provocati.

Il compito del giovane idealista è sterminare i Kulturamiani, ma non perché è cattivo di suo, è solo che è stato ingannato tutta la vita ed è convinto di essere dalla parte dei buoni. Ma il nostro giovane idealista è sveglio e nobile, di fatto, tanto perché questo non è un racconto razzista, molto più sveglio e nobile degli stessi indigeni della Kulturamia, le cui usanze e abilità, che loro ci hanno messo una vita ad imparare, acquisisce in pochi mesi e molto meglio degli stessi indigeni, tanto che lo eleggono capo. Tanto più che, essendo stato salvato nella foresta da una femmina di irachenoindigeno il nostro se ne innamora e vaffanculo a tutto il resto, perché come faceva notare Aristotele ne la Poetica, "tira più un pelo di figa che un carro di buoi".

Sulla strada della redenzione il nostro giovane eroe è guidato ed assistito dagli Occidentali meno Occidentali tra gli Occidentali. Coloro che sanno bene, avendo un quoziente intellettivo superiore al resto dei loro rozzi compatrioti, che la colpa di quello che succede nell'universo è sempre della propria civiltà e che "selvaggio è bello, selvaggio è nobile, viva Rousseau, noi guardiamo al futuro, moveon, hopenchange".

Per completare l'opera e fare appello ad un certo segmento dell'audience aggiungerei anche un po' di spiritualità. Ma dato che credere in un'entità superiore maschile che guida le nostre vite e detta le regole nell'universo con la quale cercare la comunione e della quale scoprire i voleri tramite sacerdoti interpreti del libro sacro è roba da Occidentali, ci includerò un'entità superiore femminile che guida le nostre vite e detta le regole nell'universo con la quale cercare la comunione e della quale scoprire i voleri tramite sacerdotesse interpreti dei fenomeni naturali. Altro che quelle merdose superstizioni da bible thumping rednecks!

Nel gran finale gli oppressi della Kulturamia, guidati dal gran capo Occidentale risvegliatosi dal coma del materialismo consumista, combattono una grande guerra di liberazione (che però dato che deve suonare bene chiameremo "rivoluzione", "pacifismo" o qualcosa del genere) contro Lo Sfregiato e i suoi neocon, e li massacrano (e ben gli sta, è tutta colpa loro, se non fossero quello che sono noi Kulturamiani non verremmo spinti alla disperazione al punto di massacrare la gente a casaccio). I pochi superstiti vengono rimandati al paese loro dove si pentono delle proprie azioni ed eleggono un presidente nero, e il pubblico lascia la sala fiero di appartenere al gran popolo degli oppressi che alla fine ha vinto e non ai perfidi sfruttatori Occidentali blasfemi che perdono.





Il protagonista del proposto ma mai realizzato "Balla con i Kulturami"



Ero molto fiero della mia idea per il mio magnum opus quando il minikulpopkul, il ministero della cultura propagandistica della Kulturamia, è intervenuto facendomi notare che la trama è semplicemente Balla con i Lupi, Pocahontas, L'Ultimo Samurai e probabilmente un decimigliaio di altre storie sotto mentite spoglie e che comunque la storia e i personaggi mancano di profondità tanto da trasformare tutta la sceneggiatura in un appiccicoso melodramma che nemmeno il Pedro Camacho di "La zia Julia e lo scribacchino" avrebbe potuto inventarsi. E poi mi ha chiesto in maniera sibillina secondo me cosa ne sarebbe ormai rimasto di Hollywood se non avessero inventato la computer grafica con la quale riciclare melodrammoni triti e ritriti.

Depresso dal rifiuto della mia stessa gente ho cercato conforto nel profeta Wellington e nel libro terzo delle e-mail dell'Antieroe ho rinvenuto coteste parole:

"Karo Kulturame, tu mi chiedi qual'è stato secondo me il film migliore del 2009, o almeno quello che ho visto nel 2009 che è piaciuto di più a me. Io te ne do' addirittura due:
The Art of the Tactical Carbine Volume I & II. Produttore Magpul Dynamics, starring i miei due attori preferiti: Chris Costa e Travis Haley.
Scoprire che a Febbraio 2010 verranno rilasciati ben due sequels mi ha commosso fino alle lacrime.
Ti invio i trailers. Ti raccomando di non perderli tutti e quattro!

PS: (notato le nuove basette lunghe di Travis? Awesome!)
 "












Kulturame Classici: Land of the (Brain) Dead

Una Recensione di Land of the Dead di George A. Romero. By Kulturame.


Cadaveri dai campisanti e dagli obitori
sollevate la lapide abbandonate la bara
andate tra i vivi cibatevi delle loro carni
camminate tra i vivi affossate il sistema.

Voi gente vivente che pace cercate
la pace per respirar come voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo cibarci delle vostre budella
ma se questo è il prezzo l'abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sotterrato.

Se la decomposizione avanzava ora avanza più forte
le idee di rianimazione non sono mai morte
se c'è chi lo afferma non state a sentire
è uno che vuole soltanto tradire
se c'è chi lo afferma mangiategli un braccio
l'orgoglio zombie ha lasciato nel fosso.

(all together now!)

Voi gente vivente che pace cercate
la pace per respirar come voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo cibarci delle vostre budella
ma se questo è il prezzo l'abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sotterrato.


PS: testo adattato dall'originale "Contessa" di Paolo Pietrangeli (Voi gente per bene che pace cercate - la pace per far quello che voi volete - ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra - vogliamo vedervi finir sotto terra) rinvenuto su un sito dal titolo (giurin giuretto) "Canzoni Contro la Guerra".

Kulturame Classici: Fotovoltaico Notturno per Usi Pacifici


 

Per rispondere alla domanda dell'ex-Europarlamentare Italiano: ebbene si. Il fotovoltaico notturno esiste.

E' stato messo a punto qui in Kulturamia dai nostri scienziati per scopi interamente pacifici e sfidando l'opposizione delle oppressive potenze occidentali e dei loro burattinai segreti.

Se dovesse piacere alla Signora Gruber, saremo ben lieti di ospitarla nella nostra bella terra e di rispondere ad ogni suo ulteriore quesito tecnico.

Sia però inteso che chi si reca in Kulturamia è tenuto a non offendere la nostra cultura rispettandone le antiche tradizioni.

In questo particolare caso, le nostre leggi parlano chiaro: le donne giornalista di sinistra, se vogliono calpestare il suolo della Kulturamia, devono farlo a petto nudo e indossando la maschera di Groucho Marxx.

La Signora Gruber dovrà pertanto presentarsi alla frontiera abbigliata come da immagine illustrativa a seguire e mantenere tale guisa durante la sua intera permanenza pena la lapidazione in pubblica cava.





Kulturame Classici: TCERROC YLLACITILOP

                              

Negli Stati Uniti un avvocato maschio caucasico Cristiano sionista neocon intervistato dalla televisione incita i maschi americani a molestare sessualmente le donne musulmane e dichiara che queste non hanno alcun diritto di reagire o di lamentarsi in quanto occupatrici del sacro territorio americano. I molestatori ed eventuali stupratori non sono perseguibili per legge in quanto si tratta di una forma di resistenza a tale occupazione illegittima. Immediate le dichiarazioni di condanna da tutto il mondo per queste parole irresponsabili e seminatrici d'odio.
                
                       -------------------------------------------

In Egitto un avvocato donna araba Musulmana antisionista antineocon intervistata dalla televisione incita i maschi arabi a molestare sessualmente le donne ebree e dichiara che queste non hanno alcun diritto di reagire o di lamentarsi in quanto occupatrici del sacro territorio arabo. I molestatori ed eventuali stupratori non sono perseguibili per legge in quanto si tratta di una forma di resistenza a tale occupazione illegittima. A nessuno nel mondo gliene frega un cazzo di queste parole irresponsabili e seminatrici d'odio.
                     
                       ------------------------------------------

Una delle due storie sopra riportate è a) vera.

Una delle due storie sopra riportate è b) politically correct.

Non necessariamente entrambe le cose.

Quale è a) e quale è b) o entrambe?

Ecco la soluzione.


Test extraavete notato che nell'intervista l'avvocatessa non ha parlato da nessuna parte di neocon e la prima cosa che vi viene da pensare è che si tratta di una iniqua malizia del Kulturame per metterla in cattiva luce mentre anche lei avrebbe diritto al beneficio del dubbio? Se la risposta è si siete politically correct.

Kulturame Classici: Sic Transit.

             

 Saldi anche dal Kulturame!

Ordinate subito la action figure del terrorista in tutina arancione di Guantanamo (Corano e tappetino da preghiera inclusi) e riceverete in omaggio a scelta:

  • la figurina del presepe del Presidente Barack Obama che si pulisce il culo con il Secondo Emendamento.
  • la action figure del militante di Hamas che si fa esplodere in un bar di Tel Aviv.
  • la action figure di Mohammed Ahmadinejad che gioca con la sua testata.
  • la action figure dell'Hezbollah che sgozza il prigioniero ebreo (osservatore dell'ONU nullafacente incluso).
  • il presepe completo del Parlamento Europeo di Bruxelles che fa a turno a baciare in bocca Tariq Ramadan (lingua inclusa).
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 E in più, GRATIS!!!

Il completo da waterbording per il prigioniero di Guantanamo!!!

E con soli altri 0.02$ includiamo la bambola gonfiabile di Sarah Palin!!!

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