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sabato 28 gennaio 2012

Kulturame Classici: Sic Transit Gloria Comunismi. (12/09/2009)




Lydia Guevara, la nipote "del" Che, prosegue lo sforzo rivoluzionario di famiglia promuovendo il vegetarianesimo per conto della PETA.

Dopo la rivoluzione delle rose, dei garofani, dei cedri, arriva quella delle carote.

Link.

sabato 14 gennaio 2012

Kulturame Classici: Considerato che...

E' ormai consuetudine impicciarsi delle elezioni di paesi in cui non si vive e di cui non si sa niente.

Tale consuetudine esige di supportare il "nostro" candidato.

Che è buona regola di convivenza civile adeguarsi al vento politico che tira e che pertanto anche Il Kulturame deve riconoscere come destino l'avanzare delle gloriose forze anti-imperialiste del 21° Secolo postamerikano.

Il Kulturame ha scelto il "suo" candidato alle elezioni sudafricane del 2009 (in cui non voterà).


Eccovi i nostri banner e slogan.



      

        

       

       

         

       

      

      

      

      

venerdì 13 gennaio 2012

Kulturame Classici: The West


Qui in Kulturamia il discorso di Mahmoud Ahmadinejadall'Assemblea Generale dell'ONU ci suonava familiare. Ci siamo chiesti dove mai avesse pescato certe idee. Seguono esempi casuali e incompleti.
***
L'occidente diffonde il totalitarismo: Noam Chomsky.

L'occidente perpetua la schiavitù e il colonialismo: attivisti No Global.

L'occidente è arrogante: scienzati politici di un po' tutte le scuole di pensiero e tizio che spiega perché l'11 Settembre hanno colpito proprio le Torri gemelle, simbolo di Wall Street.

L'occidente è stato costruito con il sudore degli schiavi negri: Malcom X.

L'occidente bombarda gli altri paesi per impadronirsi delle loro risorse: adolescente occidentale medio e rock star o stella del cinema occidentale media.

Il regime sionista uccide la gente in massa: ONU.

Il regime sionista lascia i poveri Palestinesi senza una casa: attivisti occidentali pro-palestinesi.

Il regime sionista è terrorista: attivisti occidentali pro-palestinesi.

Il regime sionista causa guerre: ambasciatore francese a Londra nel 2001.

I sionisti ricattano il mondo col ricordo dell'Olocausto: occidentali di ogni idea politica (il più delle volte a bassa voce, in privato e tra di loro).

L'Olocausto è roba di tanto tempo fa, non parliamone più: il ministro della giustizia belga lo scorso Maggio.

La verità dell'Olocausto è da rimettere in discussione: neonazisti e fratellanza ariana varia (occidentali).

Bin laden non doveva essere ucciso: Ron Paul.

L'uccisione di Bin Laden serve a coprire il complotto dietro l'11 Settembre: 112,886,468,278,550 di siti web cospirazionisti basati in Occidente.

Eh sì, perché c'è un complotto dietro l'11 Settembre: tra il 40% e il 45% degli occidentali a seconda dei sondaggi.

Gli Americani hanno bombardato Hiroshima tanto per: pacifisti occidentali.

Gli Americani si considerano superiori: un Europeo che soffre di complessi d'inferiorità preso a caso.

Gli Americani sono Imperialisti: tutti gli Europei e una buona parte degli Americani.

Le basi degli Americani all'estero sono occupazione militare: tutti quelli che in Europa hanno scritto "Yankees Go Home" sui muri dal 1945 ad oggi.

I media sono controllati segretamente da qualcuno: un occidentale preso a caso non appena sente in tivì una notizia che stona con le sue convinzioni politiche.

***

Dice il Kulturame: l'occidente ha incontrato il nemico, e il nemico è l'occidente.

Kulturame Classici: La Realtà Supera la Kulturamia.


Il Kulturame voleva scrivere un pezzo satirico: come idea doveva essere un discorso cretino di un piccolo rivoluzionario del XXI° secolo cretino pieno di cretinate espresse con un linguaggio cretino reminiscente di un'epoca passata popolata da cretini.

Il Kulturame desiderava, per una volta, usare la sottile ironia piuttosto che il rozzo sarcasmo.

Voleva che sembrasse vero, plausibile, e perciò si è messo a fare coscienziosamente le sue ricerche imbattendosi in 
questo.

E' perfetto.

Nessun bisogno di scriverlo noi, più cretino di così non poteva venire.

Solo che quello che l'ha scritto parla sul serio.

E' dura essere sottilmente ironici in un mondo come questo.



Una guerra dichiarata e non resa ufficiale contro il bolivarismo

Mentre il bolivarianismo, risemantizzato anche come socialismo del secolo XXI, esprime la speranza di redenzione del popolo venezuelano e, per estensione, di tutti i nostri popoli americani e degli oppressi del mondo, il capitalismo, sia nella sua versione tradizionale o convenzionale che in quella patibolare versione neoliberale, rappresenta lo smisurato affanno per l’accumulazione di ricchezze a costo dell’oppressione e del crescente sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione.
Non bisogna nemmeno serbare dei dubbi. L’elite americana e i suoi lacchè creoli ci hanno dichiarato la guerra per il semplice fatto che il progetto bolivariano, capeggiato dal presidente Hugo Chávez Frías, simboleggia una visione del mondo, della vita e della società assolutamente contrapposta con quello che vuole significare e pretendere il sistema capitalista di cui la cupola americana rappresenta la massima espressione.
Mentre il bolivarianismo, risemantizzato anche come socialismo del secolo XXI, esprime la speranza di redenzione del popolo venezuelano e, per estensione, di tutti i nostri popoli americani e degli oppressi del mondo, il capitalismo, sia nella sua versione tradizionale o convenzionale che in quella patibolare versione neoliberale, rappresenta lo smisurato affanno per l’accumulazione di ricchezze a costo dell’oppressione e del crescente sfruttamento della stragrande maggioranza della popolazione e, quel che è peggio,a scapito della vita stessa sul pianeta terra o PACHAMAMA come è denominata dai nostri fratelli boliviani.
Questa scelta di voler recidere il processo rivoluzionario è stata presa dal vertice imperiale appena si ebbe la conferma del trionfo del comandante Chávez nelle elezioni del 1998.
Chi se non i più cospicui rappresentanti imperiali per individuare, sin dalle sue origini, l’orientamento e il compromesso militante e sovversivo che implicavano l’ascesa di Chávez alla carica presidenziale di un paese strategicamente così importante come il Venezuela per via della sua posizione geopolitica e per le sue grandi risorse energetiche.
Strategia controrivoluzionaria
L’elite imperiale concepì una strategia controrivoluzionaria che mirava principalmente al troncamento del progetto bolivariano e implicava lo spiegamento di molteplici fronti d’azione nel campo politico, diplomatico, economico, militare, mediatico, ecc., destinate, in un primo momento, alla destabilizzazione, indebolimento, e deterioro del progetto chavista e successivamente, in un secondo momento, nell’accrescimento delle azioni per procedere con il suo rovesciamento, usando come leva detonante l’intervento militare.
Esiste un ampio spettro di certezze che consentono di illustrare questo approccio: dall’offerta di ottocento (800) marines da stanziare nel porto di La Guaira, adducendo come pretesto la solidarietà di fronte alla tragedia della frana accaduta nella regione Vargas nel mese di dicembre del 1999, passando per l’aggressione sistemica della canaglia mediatica tanto a livello locale quanto su quello internazionale; il proposito di isolarci, in quanto paese, negli ambienti diplomatici; la pressione economica esercitata tanto da parte delle organizzazioni internazionali quanto dalle azioni sviluppate da parte delle organizzazioni imprenditoriali all’interno del paese; le pratiche evidentemente invalidanti delle organizzazioni politiche e della cosiddetta società civile, gerarchia ecclesiastica compresa, invitando a ignorare la Costituzione, le leggi abilitanti e il governo legittimamente costituito; il colpo di stato del mese d’aprile 2002; il sollevamento mediatico-militare della Piazza Altamira; lo sciopero petrolifero – imprenditoriale del 2002-2003; il rifiuto del dialogo nazionale proposto dal governo nazionale; le guarimbas; l’invito a non pagare gli obblighi fiscali; le incessanti e inclementi campagne mediatiche che falsano la realtà, diffuse dalle aziende private della comunicazione; la diretta ingerenza dell’ambasciata americana nella vita politica del paese; il rifiuto da parte dei governi americani di rispettare i contratti militari sottoscritti con il nostro paese con il manifesto intento di impedire il funzionamento degli aerei militari; l’allestimento di piani Omicidi nei confronti della persona del presidente; l’importazione del paramilitarismo e dei sicari colombiani come elemento detonante del caos; l’insicurezza e lo stimolo all’ingovernabilità; le vili campagne destinate a identificare il governo bolivariano con il narcotraffico e con elementi del terrorismo internazionale, ecc., e come queste, tantissime altre evidenze che costituiscono un ammasso di elementi per il sostentamento della strategia controrivoluzionaria contro il nostro paese.
Errore iniziale: sottostimarono Chávez e il popolo bolivariano
L’imperialismo e i loro lacchè commisero un grave errore, grave per quanto concerne la riuscita dei loro piani, cioè, sottostimare Chávez e ignorare olimpicamente la presa di coscienza politico-ideologica del valoroso popolo venezuelano. Nonostante la tecnologia in loro possesso, rozza esperienza destabilizzante –messa in pratica in molti paesi del nostro continente e del mondo- e le ingenti risorse di cui disponevano non riuscirono a calibrare la qualità e la profondità del salto storico rivoluzionario che si stava sviluppando ed è in piena espansione nella patria di Simón Bolívar, i cui ideali redentori, libertari, integrazionisti ed etici servono di guida promissoria.
Questa sola sequenza di fatti, piani e avvenimenti evidenzia l’ingerenza americana nel nostro paese; nulla di tutto ciò o quasi nessuna di queste indegne e sfacciate iniziative si sarebbe potuta realizzare senza l’appoggio, l’avvedutezza e la diretta e decisiva partecipazione delle diverse agenzie internazionali affiliate al governo americano. Uno Stato che agisce in questo modo è perché ha dichiarato la guerra allo Stato oggetto di tali ingerenze; l’interpretazione più basilare del diritto internazionale così lo determina. Questa è una guerra dichiarata, sistematica, informale, anche se non resa ufficiale.
Guerra dichiarata non resa ufficiale che si fa sempre più evidente nella misura in cui si consolida il progetto bolivariano, si approfondisce il suo orientamento socialista e la sua tendenza integrazionista, assestando, di conseguenza, maggiori sconfitte politiche e ideologiche alle forze retrive controrivoluzionarie in quegli spazi nei quali si mette in scena il confronto.
Disperazione dell’impero
La disperazione dell’impero si fa sempre più manifesta, diventando meno sottile il suo azionare, dove la variabile militare assume un ruolo sempre più preponderante nel disegno strategico che è in atto.
Sotto questo aspetto è opportuno rilevare i seguenti fatti:
• La riattivazione della IV Flotta (ottobre 2008) destinata a operare nell’Atantico Sud, la quale non agiva più da 52 anni.
• L’insediamento di 7 nuove basi militari nel territorio colombiano, le quali, se sommate a quelle già esistenti in quel paese con quelle installate ad Aruba e Curaçao, Panama e Perù e un’altra la cui costruzione è prevista, probabilmente, nella Guyana francese, implica, né più né meno, l’erigere un assedio strategico intorno al Venezuela.
• Lo sbarco di 20.000 marines a Haiti (da gennaio 2010) con il pretesto di prestare assistenza, militare? In occasione dell’emergenza dichiarata in seguito al terremoto avvenuto in quel tormentato paese fratello.
• L’inusitato interesse manifestato verso la regione sudamericana da parte degli alti funzionari politici e militari americani.
• il colpo di stato in Honduras (luglio 2009) ordito per arrestare, in qualche maniera, l’avanzata del sentimento bolivariano in Centroamerica e per indebolire l’Alleanza Bolivariana delle Americhe (ALBA).
• Il clima bellicista che hanno promosso in Colombia a sostegno della politica antivenezuelana, militarista e d’ingerenza appoggiato dall’oligarchia narcoparamilitare che è alla guida del paese vicino.
• A tutto questo bisogna aggiungere l’imperversare della campagna che si è scatenata mediante tutto l’apparato mediatico internazionale, la quale è incline presentare il governo bolivariano come vincolato al narcotraffico e al terrorismo internazionale (o a ciò che loro qualificano come tale) con il proposito di creare un espediente nei confronti dello Stato venezuelano che consenta di classificarlo come Stato canaglia e sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale verso qualsiasi misura sanzionatoria, così come in precedenza fecero con l’Iraq, accusandolo di possedere armi chimiche di distruzione di massa e che fino a oggi non sono state rinvenute, dopo sette anni d’invasione.
Strategia bolivariana
Questo insieme di fattori che abbiamo fin qui riferito, pone in evidenza la strategia imperiale orchestrata per affrontare la rivoluzione venezuelana. La guerra dichiarata e non resa ufficiale è in atto. L’imperialismo non si placa nella sua brama di distruggere il progetto di cambiamento bolivariano, il cui consolidamento significherebbe un maggiore indebolimento da parte di un impero agonizzante che oppone resistenza nel voler perdere l’egemonia esercitata sul mondo durante il secolo XX e che ora presagisce che, nonostante il suo potere smisurato, si screpola significativamente. La perdita dell’influenza che storicamente ha avuto in America latina, il suo tradizionale cortile posteriore, sarebbe il più contundente indicatore del processo di estinzione di questo impero.
Il nostro popolo, insieme al governo bolivariano, si deve preparare per affrontare i duri momenti che si approssimano. Alla strategia di guerra imperialista dobbiamo rispondere con la strategia bolivariana di guerra da parte di tutto il popolo. Altri popoli l’hanno applicata e sono usciti vincitori da quel compromesso con la storia. Lì abbiamo, ad esempio, l’eroico e vittorioso Vietnam, il quale celebra in questo mese d’aprile i 35 anni di trionfo della sua guerra d’indipendenza dall’imperialismo americano. Lì si trova anche Cuba, degna ed eroica, che ha saputo resistere durante 51 anni alla furia imperiale.
E qui stiamo noi, i venezuelani bolivariani, affianco ai nostri fratelli latinoamericani, festeggiando il bicentenario delle nostre indipendenze, disposti a difendere con coraggio e dignità la sovranità che abbiamo riconquistato in questi 12 anni di sviluppo del progetto bolivariano e di costruzione del socialismo del secolo XXI.
Di fronte alla guerra dichiarata e non resa ufficiale, stimolata dall’imperialismo, bisogna rispondere con la guerra di tutto il popolo!.
Di fronte alla guerra mediatica imperiale, bisogna rispondere con la guerra popolare di comunicazione!
Rafforziamo la Milizia Bolivariana!
(trad. di V. Paglione)

Kulturame Classici: Pensieri D'Egitto.


 


Sapete come parleremo a breve/medio dell'EgittoCosì:

RDM: Oh no, i Fratelli Musulmani non sono mica Al Quaida...

K: Lapalissiano: nessuno è Al Quaida tranne Al Quaida. Certo dicono praticamente le stesse cose, anche se con termini diversi. E poi il colore del turbante non è uguale.


RDM: Non esagerate! Questo non è il 1979 e l'Egitto non è la Persia dello Shah.

K: Vero, infatti è il 2011. E certo, se in Egitto si dovesse instaurare un regime islamista, da bravi utilizzatori della Settimana Enigmistica ci metteremo a fare il gioco di "trova le 10 piccole differenze" con il regime degli Ayatollah. Scommetto che almeno 9 le troviamo, per esempio la forma dei sandali. Il corso "Come avere sempre ragione con la Settimana Enigmistica" l'abbiamo seguito tutti al baretto sotto casa.


RDM: Ma i Fratelli Musulmani parlano male di Al Quaida sui loro blog.

K: Anche i comunisti parlavano male dei nazisti. In fondo a chi piace la concorrenza?


RDM: In Egitto invece di lapidare le adultere pensano di condannarle a 500 colpi di frusta, questo è già un progresso.

K: Voi non ci credete, ma qualcosa così la diranno sul serio.


RDM: Anche con un governo islamista, l'Egitto non sarà mai, se non occasionalmente, dalla parte dell'Iran, perché quelli sono Sunniti e quell'altri Sciiti.

K: Esatto, mica i Sunniti vogliono lasciare agli Sciiti il privilegio di calciare il culo del Grande Satana Occidentale e degli Ebrei tutti da soli. E' anche una questione di immagine porco maiale!


RDM :Comunque sia, anche se ci sono islamisti dappertutto, il Medio Oriente è diviso.

K: Si, non riescono proprio a mettersi d'accordo su a chi l'Occidente deve lustrare le babbucce per primo.


RDM: Ma tanto ora c'é Obama.

K: Sia lodato Allah.


RDM: Anche se tutto il Medio Oriente diventa islamista non importa perché la minaccia del terrorismo è esagerata.

K: Vero. Il terrorismo non può distruggere l'Occidente, può solo far saltare testa, gambe e braccia a qualche passante quà e là. Anche gli attacchi al SARIN nella metro di Tokyo hanno fatto soltanto tredici morti, che, in fondo, che cosa saranno mai nel grande schema delle cose. E anche se, come dicono i più allarmisti, i terroristi facessero esplodere un ordigno nucleare a New York uccidendo, tanto peddì, due milioni di Americani? Mbé? Di Americani ce ne sono 300migglioni!


RDM: E anche la minaccia dell'Islamismo è esagerata e gonfiata.

K: Certo, è gonfiata dagli USA che, senza esagerare, la vogliono usare come pretesto per conquistare l'universo.


RDM: Gli islamisti non sono pazzi.

K: Certo, mica sono neocon.


RDM: Comunque è tutta colpa di Bush!

K: Pensa che l'ultima volta che sono andato nel 2086 con la mia macchina del tempo per vedere come era andata a finire in Medio Oriente tuo pronipote mi ha detto la stessa cosa.


RDM: Anche con gli Islamisti si può trovare un punto d'incontro.

K: Certamente. Purché il punto di partenza (la Ummah è la Ummah e voi non siete un cazzo) sia fisso e indiscutibile.


RDM: Emmò stai a esaggerà! Secondo te quelli riusciranno davvero a fondare il Califfato Globale? Essei paranoico.

K: Qualcuno avverta i sopravvissuti, se ce ne sono, dei Gulag dell'URSS: hanno fatto bene a non essere paranoici, il comunismo non ce l'ha fatta a conquistare il mondo. Yeahy!


RDM: Che poi con la scusa de difennecce dall'Islam il Grande Fratello ce realizza il 1984 in casa nostra.

K: Mah, io ste cose non le capisco perché sono paranoico.


RDM: Ma l'hai capito che l'economia dell'Occidente sta annando pe' frattocchie? Dobbiamo ddi de si a tutto.

K: E dobbiamo pure fa finta de esse contenti?


RDM: Ma non tirate sempre in ballo l'olocausto! Non vogliono ammazzare 6milioni di ebrei, vogliono solo far scomparire lo Stato Ebraico.

K: Certo, tutto quello che si fa agli ebrei al di sotto dell'olocausto cosa vuoi che sia.


RDM: Che poi, non è neanche vero che vogliono ributtare gli ebrei in mare. Vogliono solo che non esista Israele perché "Israele Stato Ebraico" è razzista.

K: In effetti se gli Ebrei in Medio Oriente, invece di girare sui Merkava, fossero solo un'altra minoranza oppressa come i Cristiani, gli Armeni, i Berberi, i Copti, i Curdi, i Caldei, gli Zoroastriani, i Baha'i, i Drusi, gli atei, gli agnostici, i secolaristi, i pagani, gli omosessuali, le donne, gli Sciiti in terra sunnita, i Sunniti in terra sciita, la tribù B in terra della tribù A, il clan dello Sceicco Abdul in terra del clan dello Sceicco Hassan, l'infedele in terra di mio cugino, mio cugino in terra di mio fratello e mio fratello in terra mia, problemi tra Occidente e islamismo non ce ne sarebbero. E soprattutto non ci sarebbe "razzismo".


RDM: Gli Islamisti ce l'hanno con l'Occidente per quello che fa, non per quello che è. E pure con Israele!

K: Già, se gli Occidentali la smettessero di fare gli Occidentali il problema non sussisterebbe. E pure sti' cazzo di Israeliani, potrebbero essere un po' meno ebrei no?


RDM: Ma tanto non li convinci delle tue tesi, perciò tanto vale abbozzare.

K: Ma tanto tu non mi convinci che la tua macchina è tua, perciò tanto vale che ammetti che è mia e mi consegni le chiavi.


RDM: Non sei realistico, pragmatico e macchiavellico, perciò è meglio che non parli sennò fai danni.

K: I coglioni almeno mi possono girare?


RDM: L'Occidente non domina più il pianeta, mettiti l'anima in pace.

K: E perché l'Occidente non domina più il pianeta Il Kulturame si deve far lordare di merda dagli islamisti? Macchisièmessointesta di esse sto "Occidente"?


RDM: Ma perché invece non ti preoccupi dei fondamentalisti cristiani nel paese tuo, della pena di morte in Texas, e di Julian Assange che la CIA lo vuole far sodomizzare da Ciccio Manganello a Guantanamo?

K: Mi sembra anche giusto: stabilito di chi non dobbiamo (ne' possiamo) assolutamente preoccuparci resta solo da capire di chi possiamo preoccuparci in santa pace.


RDM: Ma in fondo chi siamo noi per parlare?

K: Io sono Il Kulturame, chi diavolo sei tu?


RDM: Tanto è tutta 'na cosa dea CIA pe' fa' la guera.

K: Anche di mio cognato Arturo per vincere il torneo di bocce "buzzurri Vs. cafoni 2011".

Kulturame Classici: Vignette Sataniche 2.0.


 

Questo Terry Jones che vuole bruciare il Corano in piazza deve essere un autentico genio*, sta riuscendo perfettamente a dimostrare al mondo musulmano che tutto il mondo non musulmano si caga sotto all'idea di bruciare il verbo del Profeta. L'ha fatto dichiarare ufficialmente al Segretario alla Difesa USA e al comandante delle truppe in Afghanistan. Ottimo lavoro!

In quanto allo sdegno che la faccenda ha generato nel mondo occidentale, sarebbe bello per una volta vedere gli occidentali fare i tolleranti per vera tolleranza, non per paura o per senso di superiorità nei confronti dei musulmani.

Perché diciamocela tutta, quelli che protestano non lo fanno perché gli fa schifo l'idea che vengano bruciati dei libri, magari sacri, altrimenti quando i militari USA hanno bruciato tutte quelle Bibbie in Afghanistan avremmo sentito altrettanti cori di sdegno, ma perché ritengono, e plausibilmente, che questo porterebbe a violenze e vendette. Tuttavia, se si trattasse di Bibbie o di scritti confuciani tutti gli sforzi sarebbero rivolti ad appellarsi ai Cristiani e ai Confuciani di tutto il mondo perché siano ragionevoli, perché non si lascino andare alla violenza, perché comprendano che si tratta di un episodio isolato, o che "comunque che cos'é un libro in fondo"? Vi immaginate se dei musulmani bruciassero copie della Costituzione degli Stati Uniti, gli appelli agli sporchi rednecks ad essere postmoderni? O peggio ancora, se bruciassero qualcosa che sta a cuore agli Israeliani (o magari anche degli Israeliani vivi)?
Di fatto in tutti questi casi gli appelli non ci sarebbero per niente, si darebbe per scontato, ci si aspetterebbe dagli interessati in maniera automatica una reazione proporzionata, ragionevole e soprattutto non violenta. Evidentemente si ritiene che i musulmani non ne siano capaci.

Strana cosa la tolleranza all'occidentale, invece di significare "siamo tolleranti con chi è tollerante con noi e intolleranti con chi lo è con noi", alla Locke, significa "siamo tolleranti con chi riteniamo un selvaggio senza cervello ma che ci fa cagare sotto dalla paura e verso il quale proviamo sentimenti terzomondisti e sensi di colpa post-coloniali".


*Infatti ha creduto che avrebbero sospeso la costruzione della moschea di Ground Zero per lui.

Kulturame Classici: Il Kulturame in Emergenza



Proclama del Kulturame (in quindici punti):

1) Chiunque creda al mito delle ONG "neutrali", "imparziali" e "apolitiche" farebbe bene a tirare la testa fuori dal culo tanto per cominciare e magari a leggersi, tanto per esempio, il libro "L'industria della solidarietà" di Linda Polman.

Detto questo, nessuno nega che le ONG umanitarie nel corso degli anni abbiano aiutato un sacco di gente e che tra gli operatori umanitari ci sia gente davvero in gamba.

2) In quanto a ONG ideologicizzate, Emergency è un esempio fin troppo da manuale.

Credo che la posizione ideologica di Gino Strada sia troppo nota per necessitare di essere spiegata, così come pure le sue posizioni politiche riguardo la guerra al terrorismo. Qui stiamo parlando dell'uomo che, a parte il suo passato katanghese, negli anni ha dichiarato cose come "Il Burka? Meglio delle ragazze scosciate in televisione.", "I massacri in Sudan? Tutte sciocchezze.", "In Afghanistan si stava meglio quando c'erano i Talebani.", e altre perle.

Sicuramente questo non vale per tutti quelli che lavorano per Emergency, collaborano con essa o la finanziano, ma in generale si resta sul sicuro senza timore di esagerare affermando che Gino Strada trova sempre da ridire sulle guerre degli Americani e degli occidentali in generale mentre non ha grosse difficoltà a lavorare con regimi come quello talebano oppure quello sudanese.

3) Chiunque creda che un'organizzazione come Emergency possa sopravvivere per una quindicina di anni in un posto come l'Afghanistan soltanto grazie alla sua rigida posizione di neutralità o è irrimediabilemte ingenuo oppure ci fa.

Detto in termini semplici: le ONG fanno politica sui territori in cui operano esattamente come tutti gli altri. Nel caso particolare di Emergency, è perfettamente chiaro che ha una storia pregressa di contatti con i Talebani.

Basti pensare al suo ruolo nel sequestro Mastrogiacomo e agli anni che ha operato indisturbata in Afghanistan prima dell'arrivo degli Americani (al quale si è opposta fermamente). Così come è perfettamente visibile come i rapporti di Emergency con il governo Karzai e con i suoi alleati stranieri siano molto meno amichevoli di quanto erano con i loro predecessori Talebani.

4) Detto questo, i suoi contatti con l'universo talebano e la sua ideologicizzazione dimostrano che Emergency è una specie di Al Quaida sotto mentite spoglie? Per niente. E' un'organizzazione umanitaria nient'affatto "neutrale", almeno ideologicamente, come sostiene di essere, ma da qui ad essere una confraternita di bombaroli ce ne corre.

5) Rimane il fatto che le armi nell'ospedale di Emergency sono state rinvenute. Questo prova il coinvolgimento degli Italiani arrestati in un'attentato terroristico? Nemmeno per idea. Presunzione di innocenza. O no?

6) Allora invece prova che è un complotto del governo afghano contro Emergency? Applicando gli stessi criteri no.

E anche se lo fosse, chi ci dice che il governo afghano non abbia i suoi buoni motivi per volersi sbarazzare di Emergency? Forse gli Afghani sanno qualcosa su Emergency che noi non sappiamo? Cosa ne sappiamo in fondo di cosa succede in Afghanistan? D'accordo che lo speculare di comodo è il passatempo preferito dell'Homo Politicus, ma mi pare un po' prematuro mettersi ad assegnare i ruoli di buoni e cattivi.

7) Si può aggiungere che Emergency è una ONG piuttosto grande con molti impiegati, e in nessuna organizzazione umana tutti quanti sono onesti, perciò anche provata la colpevolezza di alcuni suoi membri, non è affatto detto che ciò significhi per esteso un coinvolgimento della ONG in toto.

8) Delle reazioni politiche alla vicenda non parlo nemmeno, perché tanto che cos'è la politica credo che lo sappiamo tutti.



9) La vera questione rimane, su Emergency e i Talebani, che anche senza organizzare attentati esistono vari livelli di coinvolgimento, e forse bisognerebbe incominciare a farsi qualche domanda su come funzionino davvero le cose nelle zone di guerra in cui operano queste ONG invece di inseguire la visione bambinesca degli "angeli della solidarietà" che camminano tra le macerie forti della loro superiorità morale, nonché del vero ruolo che le ONG hanno nelle odierne aree di guerra e della maniera in cui operano. Una visione un tantino più complessa di "loro sono i savi in un mondo di folli e gli onesti in un mondo di iniqui" sarebbe opportuna. 


Questo episodio dovrebbe essere una sveglia e spingerci a fare domande. Idealmente, in una democrazia, la teoria sarebbe che il "quarto potere" si senta in dovere di approfondire la questione in nome dell'opinione pubblica che vuole essere bene informata. Fin qui la teoria, nella realtà l'opinione pubblica vuole sentirsi dire solo quello che gli piace e questo il "quarto potere" lo sa benissimo.

10) Naturalmente l'immagine degli "angeli umanitari" è invece proprio quella che l'opinione pubblica italiana (con l'eccezione degli avversari politici ed ideologici di Gino Strada) abbraccia.

Questo perché collima con la sua visione di come il mondo dovrebbe essere fino a convincerla che effettivamente lo è: la guerra, oltre ad essere terribile, è sempre una cosa inutile, i militari sono o crudeli massacratori oppure povere vittime ignare, i politici sono malvagi, stupidi e fanatici, e comunque dietro a tutto ci sono loschi interessi economici e cabale segrete. Ma i veri eroi della situazione sono i giornalisti, che "raccontano la verità" risvegliando le coscienze assopite di chi non è altrettanto illuminato di me, e gli operatori umanitari che allievano le sofferenze del "popolo" che è del tutto estraneo ai fatti (qualche volta in tale visione a giornalisti e operatori umanitari si aggiungono anche i diplomatici). Loro non hanno interessi propri o ideologie fourvianti, sono al di sopra della meschineria e delle piccolezze dei "signori della guerra", e mai e poi mai vengono meno al loro ruolo.

Quando poi, come nel caso di Emergency queste due figure si uniscono in una, è l'estasi. Nessuno vuole essere risvegliato da una esperienza estatica.

11) Senza contare che questa versione degli eventi ci pone comodamente al di sopra, come nazione e popolo, di quei pasticcioni guerrafondai degli Amerikani (pre-Obama), dimostrando che dovrebbero limitarsi a pagare per la nostra difesa e a fare quello che gli diciamo, perché noi siamo più saggi e come civiltà siamo più "avanti", e perciò siamo il futuro.

12) Non a caso questa è la posizione che Gino Strada ed Emergency hanno preso sulla vicenda: le' tutto un complotto contro di noi perché "siamo scomodi" (in quanto sinceri e imparziali), ma se non ci lasciano in pace trascineremo l'opinione pubblica in pubblica piazza. Se il plebiscito pensa che siamo buoni è impossibile che siamo cattivi no? A che servono le inchieste giudiziarie (o giornalistiche che tanto comunque nessuno fa)?

13) In Emergency (e in altri) questo atteggiamento spesso sembra sconfinare in una visione di se stessi che gli anglosassoni definirebbero "holier-than-thou": noi siamo i veri eroi, stiamo una spanna al di sopra delle meschinità terrene, ergo per noi non valgono le stesse regole, e chi osa anche solo suggerire che siamo come tutti gli altri e come tutti gli altri abbiamo le nostre simpatie, alleanze e interessi si macchia di blasfemia. Sicuramente dietro di lui ci sono sordidi interessi particolari.

Lo definirei un classico esempio storico di "might-through-alleged-moral-high-ground-makes-right".

14) Notare inoltre come la visione della guerra moderna "Europa metrosexual" di cui sopra altro non sia che un rovesciamento del tanto sbandierato militarismo in cui lo Stato e le forze armate lottano per creare un futuro migliore e contestarli, o anche solo vedere le cose in maniera più complessa da "Right or wrong, my country", è incivile. Soltanto i ruoli (buoni/cattivi) vengono assegnati a nuovi protagonisti.

15) E a questo proposito coloro che si preoccupano per "l'immagine dell'Italia" e altre amenità farebbero forse bene a preoccuparsi invece della visione angelicale che gli Italiani hanno delle ONG e della loro inesauribile capacità di adattare gli eventi al proprio coma onirico.

Un branco di beoti che si inventa un mondo che non esiste e lo difende ciecamente in piazza "senza se e senza ma", e senza nemmeno una concessione a una visione un tantino più complessa degli eventi a me personalmente da' un'immagine molto peggiore di una ONG corrotta.

Ma certo, io sono Il Kulturame.

E capisco anche che in fondo i beoti possano sempre tornare utili se si riesce a riutilizzare la loro visione a nostro vantaggio politico e che perciò la tentazione ad essere tolleranti con loro è molto forte.

Augh. Il Kulturame ha parlato.
PS: Non mi è ancora riuscito di cancellare un singolo commento su questo blog, anche questa volta mi deluderete?

Kulturame Classici: TCERROC YLLACITILOP

                              

Negli Stati Uniti un avvocato maschio caucasico Cristiano sionista neocon intervistato dalla televisione incita i maschi americani a molestare sessualmente le donne musulmane e dichiara che queste non hanno alcun diritto di reagire o di lamentarsi in quanto occupatrici del sacro territorio americano. I molestatori ed eventuali stupratori non sono perseguibili per legge in quanto si tratta di una forma di resistenza a tale occupazione illegittima. Immediate le dichiarazioni di condanna da tutto il mondo per queste parole irresponsabili e seminatrici d'odio.
                
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In Egitto un avvocato donna araba Musulmana antisionista antineocon intervistata dalla televisione incita i maschi arabi a molestare sessualmente le donne ebree e dichiara che queste non hanno alcun diritto di reagire o di lamentarsi in quanto occupatrici del sacro territorio arabo. I molestatori ed eventuali stupratori non sono perseguibili per legge in quanto si tratta di una forma di resistenza a tale occupazione illegittima. A nessuno nel mondo gliene frega un cazzo di queste parole irresponsabili e seminatrici d'odio.
                     
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Una delle due storie sopra riportate è a) vera.

Una delle due storie sopra riportate è b) politically correct.

Non necessariamente entrambe le cose.

Quale è a) e quale è b) o entrambe?

Ecco la soluzione.


Test extraavete notato che nell'intervista l'avvocatessa non ha parlato da nessuna parte di neocon e la prima cosa che vi viene da pensare è che si tratta di una iniqua malizia del Kulturame per metterla in cattiva luce mentre anche lei avrebbe diritto al beneficio del dubbio? Se la risposta è si siete politically correct.

Kulturame Classici: Ma "Zulù" è un insulto razzista?



Dall'articolo di FoxNews (traduzione delle parti rilevanti in giallo, commenti del Kulturame rosso)

South Africa, meet your next president.

Ed esulta.

Jacob Zuma, 65 anni, "ragazzo Zulu al 100%"° e nuovo leader dell'African National Congress (ANC) partito di governo del Sud Africa, si è guadagnato il supporto dei comunisti e dei giovani, alcuni dei quali fanno pubblicamente sfoggio di visioni anti-gay e anti-femministe.

E già cominciamo male.

Si stima che Zuma abbia 20 figli con sei donne differenti.

Non si può dire che sia uno che crede alla crescita zero. 

La sua moglia più anziana, Sizakele Khumao, ha rinunciato allo stato di First Lady in favore della trentatreenne ultima arrivata. Una ex-moglie, Nkosazana Dlamini-Zuma, è il Ministro degli Esteri del Sud africa e una potenziale rivale politica. Un'altra moglie si è suicidata nel 2000.

Cos'è, una puntata di "Dinasty"?

Malgrado la ricusazione due anni fa di Zuma da Vice-Presidente del Sud Africa a seguito di accuse di frode, seguite da altre accuse di corruzione e stupro, l'ANC in settimana ha annunciato che il Partito supporterà la sua candidatura alla Presidenza Nazionale.

Devono essere andati a scuola dalla DC.

Durante il suo processo per stupro Zuma ha utilizzato il pretesto della "gonna corta", sostenendo che era suo dovere fare del sesso con una donna che indossava un kanga (gonna africana) corto, e che non avrebbe potuto lasciarla "insoddisfatta". Zuma ha dichiarato alla corte che sapeva che la donna era "chiaramente eccitata" perchè indossava un kanga "piuttosto corto", ovverosia al ginocchio. "Nella cultura Zulu, non puoi lasciare una donna quando è pronta", ha spiegato. Secondo i suoi difensori, gli uomini Zulu hanno la supremazia sessuale sulle donne. Perciò Zuma non può essere considerato colpevole.

Zuma è dunque, oltre che uno stupratore che usa le solite vecchie scuse degli stupratori, un convinto multiculturalista. Doveva farsi processare in Gran Bretagna o in Germania. Anche a Putin e a Chavez dovrebbe stare simpatico. Se fosse Sardo lo applaudirebbe anche Cossiga. Ma tenetevi forte per la parte migliore.

"Negargli il sesso, sarebbe stato come stuprarla", ha dichiarato Zuma.

Se questa l'avessero suggerita a George Orwell come battuta per uno dei suoi personaggi totalitari più surreali avrebbe detto: "e no...anche al surreale c'è un limite".

Durante il processo migliaia di sostenitori di Zuma si sono radunati ogni mattina al di fuori del tribunale scandendo "uccidi la puttana" e tirando sassi contro l'accusatrice al suo arrivo. 

Deve essere la versione sudafra dei girotondini.

A un certo punto, Zuma è stato scoperto a tentare di corrompere la zia della vittima con un'offerta di due mucche e uno steccato da giardino nuovo se la convinceva a ritirare la denuncia.

Io offro TRE mucche e un set di nanetti da giardino in gesso!

Ma Zuma, che è stato a capo del Consiglio Nazionale sull'AIDS in un paese dove un cittadino su sette è HIV positivo ed era al corrente che la donna è HIV positiva, si è mostrato preoccupato per aver fatto sesso non protetto con lei?

Bella domanda.

"dopo mi sono fatto la doccia", ha spiegato Zuma dopo aver dichiarato di aver scelto di non usare un profilattico.

Prevedo un futuro oscuro per gli ammalati di AIDS sudafricani, e non per colpa delle multinazionali farmaceutiche.

In un paese in cui, secondo i gruppi per la la difesa dei diritti umani, una donna viene stuprata ogni 26 secondi, Zuma è stato riconosciuto non colpevole. 

In un paese dove l'ex-capo del Consiglio Nazionale sull'AIDS pensa che basti una doccia per scongiurare il rischio di trasmissione sessuale, non ci aspetteremo certo che i giudici sappiano cos'è il codice penale.

La sua accusatrice ha ottenuto asilo politico in Olanda.

Non è Somala e non l'ha stuprata un musulmano. Nella sfortuna è stata fortunata.

I sostenitori di Zuma, che lo chiamano semplicemente "JZ", squalificano lo stupro e le accuse di corruzione come complotti dei servizi segreti del governo per impedirgli di prendere il potere.

Sono gli Africani che mutuano il pensiero cospirazionista dall'Occidente o è l'Occidente che sta scendendo sempre più a livelli africani?

Zuma  è ancora in attesa di processo per uno scandalo riguardante tangenti prese per un contratto per la difesa, così come pure per accuse di associazione con criminali e prostitute e per corruzione.

Diciamo che è un politico che non si fa mancare niente.

Malgrado la supposta indipendenza del potere giudiziario, come capo dell'ANC egli avrà una influenza notevole sui procedimenti a suo carico.

Ebbé, sennò uno il capo che lo fa a fare?

Sul capo di Zuma pendono 16 accuse, tra le quali una di estorsione, due di corruzione, una di riciclaggio di denaro sporco e 12 per frode.

Un'accusa di guida in stato di ebrezza e vince la mucca Carolina gonfiabile.

Ironicamente, i problemi di Zuma hanno soltanto incrementato la sua popolarità tra i poveri e gli oppressi.

Nessuno ha mai detto che essere poveri ed oppressi garantisca un alto quoziente intellettivo.

La maggior parte dei neri sudafricani ancora vive in condizioni miserevoli, con una persona assassinata ogni 20 minuti

Fa un omicidio ogni 46 stupri circa.

e disoccupazione al 90% in alcune città.

Votare un pluripregiudicato per corruzione, ruberie e cazzi vari è un ottimo sistema per risolvere la crisi economica. Tra l'altro, dicono che i "Cape Coloureds" sudafricani stiano molto peggio dei neri, figuratevi un po'.

Martedì nel suo incredibile ritorno alla politica, Zuma, che spesso si fregia dei tradizionali scudo Zulu e mantello di pelle di mucca, ha guidato i suoi sostenitori, molti dei quali fanno parte della Lega Giovani Comunisti

...impegnata a tenere alta una lunga tradizione internazionalista di supporto a criminali, dittatori e inetti.

Zuma ha annunciato il suo intento di "Africanizzare" il paese, e secondo voci di corridoio intenderebbe sequestrare le fattorie di proprietà dei bianchi.

Le fattorie dei bianchi dovrebbero rendere bene. Che alle Isole Cayman inizino a fare spazio nei caveau.

Nel vicino Zimbabwe, la riforma agraria "africanizzante" di Robert Mugabe ha portato tutto il paese alla carestia grazie al sequestro delle fattorie di proprietà dei bianchi. 


L'importanza di dare l'esempio.

Ironicamente, mentre [il Presidente in carica] Mbeki è stato criticato per il suo rifiuto di agire contro il dittatoriale Mugabe, un veterano della lotta di liberazione, Zuma ha chiesto una posizione più intransigente. 

Non gli piacerà la concorrenza.


Non so se "Zulu" sia da considerarsi un insulto, ma forse "Zuma" dovrebbe esserlo.




°"al ciientoppciiento" avrebbe detto Diego Abatantuono